Assunzioni nelle Asl, tutti i dubbi della Cgil

11 Settembre 2019

Ranieri: «Non si capisce se servono per sbloccare il turn-over. E il ministero tace sul piano di riordino»

PESCARA . «Quella delle 1.157 assunzioni in tre Asl abruzzesi, è certamente una buona notizia, ma resta ancora da capire cosa c’è, effettivamente, dietro a questi numeri, se consideriamo le grandi carenze di personale di cui soffre la sanità pubblica». A parlare è il segretario interregionale della Cgil Abruzzo-Molise, Carmine Ranieri, che esprime perplessità dopo l’approvazione della delibera regionale sui fabbisogni di personale nelle Asl. «Intanto», spiega, «cominciamo col chiederci quante di queste assunzioni sono state programmate per sostituire il personale in uscita, con Quota 100 o per raggiunti limiti di età, e quindi quanti andranno a sostituire operatori sanitari sono andati in pensione. Ripeto, le assunzioni sono una cosa positiva, ma non vorrei che si stessero semplicemente rimpiazzando le uscite, con il turn over che è rimasto bloccato per anni. Se così fosse, naturalmente, ci sarebbe bisogno di altre assunzioni per coprire le gravi carenze di organico che si registrano ovunque. Attualmente», aggiunge il segretario della Cgil, «secondo una stima del sindacato all’appello mancano circa 3.000 operatori». Il rischio, secondo Ranieri, è che di fatto nonostante le nuove immissioni il personale non aumenti di una sola unità, rispetto agli organici attuali. Inoltre, «non si sa ancora nulla dal Tavolo ministeriale di monitoraggio in merito al piano di riorganizzazione della rete ospedaliera». Una circostanza, sottolinea Ranieri, tutt’altro che marginale dal momento che è proprio dal piano che discende il fabbisogno di personale. «L’auspicio è che arrivi l’autorizzazione da parte del ministero, considerato che a oggi ancora non si sa nulla della riorganizzazione della rete ospedaliera che l’assessore Verì ha presentato qualche mese fa al tavolo nazionale di monitoraggio, e si possa procedere subito alle stabilizzazioni».
Ranieri interviene anche sulla rimodulazione di alcune voci di spesa. «Sono stati tolti due milioni di euro inizialmente destinati al potenziamento della sanità territoriale, per spostarli sulla riduzione delle liste di attesa, ma l'Abruzzo ha più che mai bisogno di medicina sul territorio. Semmai, si poteva ridurre la spesa farmaceutica e tagliare gli sprechi che si annidano nei bilanci delle Asl». E sui nuovi stipendi dei manager, che arrivano a 149mila euro l’anno, osserva: «In condizioni normali, per assicurarsi l’eccellenza varrebbe la pena, ma in questo momento stride con il fatto che a causa delle carenze, il personale è costretto a carichi di lavoro massacranti». (a.bag.)