Ateneo in costante crescita Quest’anno 1.800 matricole

11 Febbraio 2020

L’intervento del rettore Mastrocola: «Siamo una collettività coesa e aperta» Investimenti sulle strutture dall’ospedale veterinario alla cittadella della cultura

TERAMO. Al rettore, Dino Mastrocola, il compito di dare il benvenuto al presidente della Repubblica e al ministro dell’Università. Ma anche alle tante autorità riunite nell’aula magna. A loro Mastrocola ha spiegato che cos’è l’Università di Teramo. Con i suoi 225 docenti, 200 dipendenti tecnici, amministrativi e di biblioteca, settemila studenti di cui 1.800 matricole «in crescita di circa il 15% in questo anno accademico e con la significativa presenza, anch’essa in aumento, di studenti stranieri; con 19 corsi di laurea di cui tre internazionali in lingua inglese, tre nuovi corsi attivati in questo anno accademico e due in corso di attivazione, 20 iniziative post laurea tra scuole di specializzazione, master, corsi di aggiornamento e specializzazione e corsi di formazione per insegnanti, 275 accordi bilaterali Erasmus e 160 accordi con Università extra Ue».
Mastrocola ha parlato poi dei fondi Masterplan con cui si recupererà l’enorme area dell’ex manicomio di Teramo, che sarà trasformato in “cittadella della cultura” e che consentiranno di ultimare l’ospedale veterinario, compreso un laboratorio di medicina traslazionale e di impianti pilota per il settore agro-alimentare.
«Il nostro ateneo è una comunità coesa e con una buona produttività in termini di didattica», ha illustrato il rettore, «ricerca e terza missione e, proprio in questo senso, ha sempre avuto un rapporto osmotico con il territorio e, lungi dall’essere una “turris eburnea” ha rappresentato, anche dopo il sisma del 2017, il luogo dove scolari, studenti e comuni cittadini hanno trovato una prima accoglienza, e nello stesso tempo il luogo che ha continuato ad ospitare tutte le manifestazioni ed anche le attività didattiche che non potevano essere svolte in altri edifici della città».
E poi l’internazionalizzazione, su cui l’ateneo teramano punta molto «con la consapevolezza che solo lo scambio, il confronto, la contaminazione fra saperi e persone che studiano, ricercano e lavorano con lo stesso spirito costruttivo, si possano intessere quelle relazioni che permettono la crescita non solo scientifica ma anche umana». Il rettore ha ricordato che l’ateneo, nell’ambito del Forum del Gran Sasso, ha ospitato la prima conferenza italiana dei rettori africani ed è stato firmato un protocollo di reciproca collaborazione chiamato “Carta di Teramo”.
E le politiche inclusive, come quelle rivolte alla disabilità e percorsi specifici per i detenuti «creando reti di collaborazione e di studio contro la disparità di genere, contro la violenza sulle donne e contro ogni tipo di violenza e discriminazione, in collaborazione con il premio nazionale Borsellino abbiamo istituito e stiamo potenziando la scuola di legalità per ribadire quanto questa, insieme alla giustizia, sia un presupposto imprescindibile per la formazione degli individua», ha affermato Mastrocola. Che ricorda anche: «abbiamo firmato, fra i primi, il manifesto nazionale a difesa della storia , certi che “senza memoria non c’è giustizia, senza giustizia non c’è cultura, senza cultura non c’è futuro”».
E ancora: «Abbiamo a che fare con il futuro e quindi non possiamo guardare solo quello che avviene qui e ora; dobbiamo essere consapevoli che ci si chiede uno sforzo maggiore, rappresentato dal fatto di saper immaginare come saremo e come vogliamo raggiungere quei traguardi e quelle sfide che la complessità dell’oggi ci pone davanti». (a.f.)
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