Pescara, dopo il Ferro di Cavallo lo spaccio non si ferma: ecco le nuove roccaforti

Come sono cambiati gli affari. A Rancitelli spunta il “Ferruccio”. Questa sera su Rete 8 uno spaccato sul degrado e chi combatte per una città migliore
PESCARA
A Pescara c’è una concentrazione eccezionale di alloggi popolari. Ma fino a tre anni fa ne erano ancora di più: circa 800 appartamenti concentrati in meno di due chilometri quadrati. Era questo il famoso Ferro di cavallo, la piazza di spaccio più grande d’Abruzzo: una roccaforte sotto scacco delle famiglie di etnia rom che in quegli alloggi, per la maggior parte occupati abusivamente, facevano i loro affari. Ma di quel Ferro di cavallo oggi è rimasta solo una spianata di terra, una piazzola dove l’Ater di Pescara sta facendo i lavori e da cui, dice il progetto, nasceranno nuovi alloggi popolari, destinati però anche alle forze dell’ordine e alle loro famiglie.
È questo il volto di una periferia che prova a cambiare ma che in realtà conserva ancora le sue ferite. Perché anche se il Ferro di cavallo e gli ex palazzi Clerico sono stati abbattuti, il traffico di droga e lo spaccio non si fermano. Questa sera a “31 minuti” ecco uno spaccato di Rancitelli con le sue debolezze e criticità: come funzionano gli affari e qual è la nuova roccaforte dello spaccio. Si chiama “Negli alloggi dello Stato” un’altra puntata di “31 minuti”, settimanale di approfondimento di Rete8 in collaborazione con il Centro, in onda stasera alle ore 23 (riprese e montaggio di Giuliano Vernaschi, regia di Danilo Cinquino, ottimizzazione Antonio D’Ottavio). Ad accompagnare il viaggio nella periferia stasera sono i consiglieri comunali Domenico Pettinari e Massimiliano Di Pillo, che da anni in quelle vie portano avanti la loro battaglia per la legalità. In puntata anche un’intervista a don Massimiliano De Luca, il prete coraggio delle periferie che ha dichiarato guerra agli spacciatori, e il messaggio di speranza che lancia Virginia Spinelli, ragazza di etnia rom che ha rotto il sistema e oggi studia per prendere ancora un’altra laurea, dopo quella già conseguita a ottobre scorso.
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