Attende un anno per la visita poi la beffa: «Non si può fare»

2 Ottobre 2014

La disavventura di un carrozziere: prenota un delicato esame all’occhio all’ospedale civile Ma una volta in reparto si sente dire che manca l’infermiera e che il macchinario non è pronto

PESCARA. Ha atteso il suo appuntamento per quasi un anno convinto di poter fare un esame agli occhi all’ospedale di Pescara. Ma una volta giunto al reparto, la dottoressa di turno gli ha spiegato che a Pescara non erano pronti e attrezzati per quel tipo di esame. È l’incredibile vicenda che ha visto protagonista un carrozziere teatino di 49 anni che per motivi di riservatezza chiameremo Mario.

I problemi di Mario cominciano quando si accorge di non vedere più come prima da vicino. Si rende conto che la vista si è abbassata, e così decide di rivolgersi all'ospedale di Chieti, a Leonardo Mastropasqua, direttore della clinica oftalmologica dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. Eseguita la visita, e verificata la presenza di un neo all’interno dell’occhio, Mastropasqua gli consiglia di effettuare un esame, l’Ultrasound Bio-Microscopy con Ubm, ovvero la biomicroscopia a ultrasuoni, una tecnica ultrasonica ad alta risoluzione che consente di visualizzare completamente il segmento anteriore dell’occhio, con la possibilità di effettuare in modo preciso le misurazioni “sulcus to sulcus”, dell’angolo irido-corneale e della profondità della camera anteriore. Un esame complesso, in grado di dare molteplici risposte a varie problematiche e che va eseguito con un apposito macchinario. Macchinario che, al momento della visita, a Chieti risultava fuori uso tanto che Mastropasqua indicò altri ospedali ai quali rivolgersi. Tra questi Atri, L’Aquila e Pescara. Mario decide di rivolgersi proprio a Pescara e a novembre dello scorso anno riesce a prenotare l’esame al Cup (centro unico prenotazioni) della Asl di Pescara per il 29 settembre 2014.

Ma dopo un attesa di quasi dodici mesi, pochi giorni fa arriva la sorpresa. Una volta arrivato in reparto, infatti, il paziente scopre che non ci sarà nessuna risposta ai tanti dubbi sulla salute del suo occhio.

La dottoressa del reparto di Oculistica spiega infatti a Mario e alla moglie che prima di tutto manca un’infermiera specializzata che esegua con lei l’esame, e che comunque il macchinario non è attivo e che andrebbe attivato, spiegando che avrebbero dovuto prepararsi prima.

«Abbiamo atteso un anno», protesta la moglie di Mario, «e tutto questo tempo non gli è bastato per sapere di questo esame e per prepararsi. Ma allora quando uno prenota al Cup che cosa prenota, se poi al reparto non sanno nemmeno che cosa serva al paziente?».

A Pescara, dopo averlo inserito in una lista d’attesa, hanno consigliato a Mario (che potrebbe avere una semplice cataratta o problemi di pressione all’occhio o anche un glaucoma) di rivolgersi al centro oncologico del policlinico Gemelli di Roma. «Ho un amico oculista a Perugia», conclude la moglie di Mario, «ci rivolgeremo a lui. Non mi fido più di Pescara».

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