«Attento, il conto è sotto attacco» E viene derubato di 55mila euro

19 Dicembre 2022

Ingegnere, cliente di Poste, è caduto nella trappola dei truffatori che lo hanno contattato con un sms Tra le vittime, anche una coppia e una donna finita nella rete con la scusa di dover aggiornare lo Spid

PESCARA. «Il testo del messaggio era credibile. Metteva in allarme un cliente di Poste Italiane, gli comunicava che aveva ricevuto un attacco sul suo conto. Chi lo ha ricevuto lo ha preso per vero, non ha pensato che qualcuno lo stesse truffando. E così ha accettato di parlare telefonicamente con un (finto) addetto delle Poste, ha raggiunto immediatamente uno sportello e ha effettuato un giroconto, dal suo conto corrente alla Postepay, tutto mentre riceveva istruzioni telefoniche, in tempo reale. Così ha perso tutto, tutti i suoi risparmi, 55mila euro». È una delle tante truffe che si consumano di questi tempi ai danni di ignari risparmiatori. In casi come questo «chi riceve il messaggio che annuncia una truffa non si rende conto subito che ad inviarlo sono stati dei truffatori, quindi cade nella trappola che gli è stata tesa e viene derubato».
A parlarne è Luigi Di Corcia, presidente regionale dell’Associazione consumatori utenti che ha ricevuto la segnalazione del giovane ingegnere pescarese, che vive a Londra e ha visto sparire i suoi risparmi durante la sua permanenze in Italia. «I soldi sono stati inviati a Dublino e poi in Lussemburgo e dopo aver presentato denuncia la vittima si è rivolta all’associazione. Ma in casi come questo si può fare ben poco», spiega Di Corcia. Non è l’unico caso del genere che è stato portato all’attenzione dell’Acu.
Pochi giorni fa una coppia ha raccontato di essere finita nello stesso tranello. «I due, una coppia con due bambini, dopo aver ricevuto un sms (simile a quello inviato all’ingegnere), ha spostato il denaro sulla Postepay. Da lì sono spariti 1.800 euro, finiti in un conto in Bulgaria. Anche in quel caso è stata presentata una denuncia, ma per noi è impossibile recuperare il denaro».
Sempre seguendo le indicazioni arrivate tramite un messaggio, una donna ha fatto ciò che le chiedeva Poste e cioè ha «aggiornato i dati per effettuare il login, ai fini della nuova normativa Spid, perché altrimenti avrebbero bloccato l’utenza per cui si è collegata al sito indicato (https://agiorat.com) e poi ha scoperto che dalla sua carta sono stati effettuati pagamenti per 990 e 700 euro. La sua richiesta di risarcimento è stata respinta da Poste, che non aveva mai mandato quel messaggio».
Si è vista addebitare pagamenti mai effettuati la titolare di un conto corrente on line. Le hanno clonato la carta di credito (è accaduto a un distributore di carburante, durante un viaggio) che è stata usata per pagare due biglietti aerei, e ha saputo che sono stati regolarmente usati per volare in Perù. «In questo caso siamo riusciti a riavere i soldi», dice Di Corcia, «e generalmente il risarcimento avviene solo se gli istituti di credito accertano la violazione dei sistemi di sicurezza», prosegue il rappresentante dell’associazione.
«Le segnalazioni sono tante», dice Di Corcia, invitando poi a «fare attenzione ai messaggi che riguardano la consegna di pacchi. La tecnica è quella di chiedere tramite messaggio il versamento di piccole somme, per il ritiro dei pacchi. Ma inserendo i propri dati su un sito i truffatori possono carpire le informazioni e poi a svuotare il conto». E il pacco? Non esiste.
Tutti episodi che spingono Di Corcia a mettere in guardia i consumatori. «I truffatori giocano sulle paure delle vittime e quando avvisano i consumatori di possibili truffe e li invitano a proteggersi, sono invece proprio loro che, in quel momento, stanno mettendo in atto la truffa. È fondamentale non fornire i propri dati bancari: nessuno è autorizzato a chiedere password o codici Otp. E non vanno aperti i messaggi che annunciano un attacco hacker. Se proprio si ha un dubbio, è indispensabile andare allo sportello e chiedere informazioni dettagliate».