Atterrati i braccianti giunti dal Marocco per salvare il Fucino

Primi 124 stagionali con il volo charter Casablanca-Pescara Il cartello d’accoglienza: «Il lavoro vero non ha barriere»
PESCARA. Jeans o pantaloni comodi, scarpette da ginnastica e capellino con la visiera rigida. Qualcuno trascina un trolley, qualcun’altro porta un borsone a spalla o uno zaino. Tutti indossano la mascherina. Sono 124 i lavoratori stagionali del Marocco, arrivati ieri pomeriggio alle 18 in punto all’aeroporto di Pescara a bordo di un volo charter per sopperire alla carenza di manodopera specializzata nei campi del Fucino.
Hanno fatto capolino dal portellone del Boeing 737-800 della compagnia aerea spagnola Alba Star, proveniente da Casablanca, diretti ad Avezzano, Trasacco, Luco dei Marsi, San Benedetto dei Marsi, Celano, Cerchio e Ortucchio.
Sulle loro spalle c’è il peso di un comparto, strategico per la Marsica e per l’intero Abruzzo, che senza forza lavoro qualificata e con gli effetti dell’epidemia da coronavirus ancora da smaltire, rischiava di dover dire addio alla stagione dei primi raccolti, quella degli ortaggi a foglia come spinaci e insalate. Altri 124 braccianti e operatori dipendenti delle aziende agricole del Fucino raggiungeranno l’Abruzzo oggi. E nei prossimi giorni ne sono attesi altri, per un totale di circa 500 lavoratori stagionali che saranno impiegati in 40 piccole e medie aziende del territorio e in un’azienda della provincia di Vicenza.
Tutti i voli sono stati organizzati da Confagricoltura L’Aquila e sono stati pagati di tasca propria dagli imprenditori marsicani per un totale di circa 105mila euro spesi per i primi due charter.
«Ma con questi numeri non risolviamo nulla, perché mancano altri tremila lavoratori che difficilmente verranno nel nostro Paese», ammonisce Stefano Fabrizi, direttore di Confagricoltura L’Aquila, in prima fila ad attendere i 124 marocchini con un cartello evocativo che recita: “Il lavoro vero non ha barriere”.
Al termine dei controlli di sicurezza (misurazione della temperatura con termoscanner, verifiche frontaliere dei documenti e controllo dei bagagli) i lavoratori stagionali sono stati trasferiti al loro domicilio a bordo di quattro autobus. Prima di poter tornare a dare il loro apporto nei campi del Fucino dovranno effettuare i 14 giorni di rito di quarantena. «Sono persone che lavorano da 10-15 anni in queste aziende», rimarca Fabrizi, «sono partiti dall’Italia tra novembre e dicembre, sarebbero dovuti rientrare all’inizio di questa pandemia, ma non è stato possibile a causa del blocco delle frontiere. Non si tratta di semplici braccianti, ma di forza lavoro qualificata che svolge mansioni di livello più elevato come il controllo, la verifica e l’organizzazione dei carichi, c’è chi prende decisioni su cosa raccogliere e sui trattamenti fitosanitari. Sono lavoratori esperti, molti hanno la doppia cittadinanza, hanno acquistato una casa oppure mantengono in affitto lo stesso appartamento da anni. Una volta terminata la quarantena saranno loro a insegnare agli italiani cosa fare nei campi».
A oggi, come fa sapere Confagricoltura, sono appena 150 gli italiani che hanno risposto alla selezione pubblicata sul portale dell’organizzazione. Alcuni di loro, dopo i primi giorni di lavoro nei campi, hanno rinunciato. Il volo di ieri pomeriggio è il primo attivato nell’ambito del corridoio verde Italia-Marocco. «L’Italia ha perso troppo tempo», aggiunge Fabrizi, «sono passati circa due mesi tra varie lungaggini burocratiche, mentre Francia e Germania hanno risolto queste problematiche alla fine di marzo».
«Abbiamo spinto molto», evidenzia Enrico Paolini, presidente della Saga, la società che gestisce l’infrastruttura, «affinché fosse l’aeroporto d’Abruzzo a ospitare questi due charter e non andassero a finire a Fiumicino, anche perché il nostro scalo è perfettamente organizzato, sanificato e sicuro. Non ci siamo mai fermati durante questa emergenza, siamo stati aperti 70 giorni per consentire l’arrivo di elicotteri e aerei privati per trasportare i malati in diversi ospedali d’Italia e anche il personale militare. È un’ulteriore conferma che questa è una struttura importante per l’economia, il turismo, i servizi e le imprese».
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