Attesi a marzo i primi avvisi di garanzia per il disastro

18 Febbraio 2017

PESCARA. L’inchiesta sulla tragedia sta camminando verso gli scontati avvisi di garanzia, attesi per marzo, primo step di un’indagine che coinvolge polizia, carabinieri e carabinieri forestali. La...

PESCARA. L’inchiesta sulla tragedia sta camminando verso gli scontati avvisi di garanzia, attesi per marzo, primo step di un’indagine che coinvolge polizia, carabinieri e carabinieri forestali. La Procura di Pescara indaga per disastro e omicidio colposo: nel mirino, il “prima” dell'evento, ossia «chi non avrebbe fatto quello che era di sua competenza», i nessi di causalità tra omissioni e morti, la ricostruzione tecnica legale delle morti, i momenti preparatori e le fasi successive all'allarme e l'allerta soccorsi.

Telefonate, gestione delle turbine, degli spazzaneve. Per questo sono stati acquisiti documenti e competenze di Prefettura, Regione, Provincia, Comune di Farindola e Parco del Gran Sasso. I carabinieri hanno ascoltato i sopravvissuti ed effettuato i sopralluoghi con i periti. La polizia ha acquisito tutta la parte relativa alla gestione dei numeri telefonici d'emergenza, dalla centrale della Prefettura al 118 e tutta la normativa relativa, oltre ad aver ascoltato alcuni testimoni, quali il datore di lavoro del sopravvissuto Giampiero Parete, Quintino Marcella che, raccogliendo l'sos del suo dipendente, per primo ha lanciato l' allarme, in un primo momento non raccolto. Questa prima fase verrà conclusa entro febbraio, ma per gli inquirenti «non c'è fretta, ma solo la necessità di svolgere per bene tutte le indagini». Sotto esame anche l'esposto del Forum H2o, che ha scoperto come l'hotel fosse stato costruito sugli esiti di antiche valanghe. Molto di più potranno raccontare le carte acquisite al Comune di Farindola sui lavori di ampliamento e ristrutturazione dell' hotel, specie nella parte geologica, nell'ormai lontano 2007.