Attiva, gli interinali da ieri hanno smesso di mangiare

2 Aprile 2016

PESCARA. Mario Ferrone, Paolo Butti, Gianni Bonifacio, Leo Bonifacio, Fernando Colaiocco, Antonello Di Carlo, Manuel Perfetto e Daniele Giansante. Sono questi i primi ex lavoratori interinali di...

PESCARA. Mario Ferrone, Paolo Butti, Gianni Bonifacio, Leo Bonifacio, Fernando Colaiocco, Antonello Di Carlo, Manuel Perfetto e Daniele Giansante. Sono questi i primi ex lavoratori interinali di Attiva, l'azienda municipalizzata che gestisce la nettezza urbana in città, da più due mesi e mezzo in presidio, in una tendopoli, davanti al Comune, che da ieri pomeriggio hanno dato il via allo sciopero della fame, per protestare sia contro l'invito del sindaco, Marco Alessandrini, di sgombrare l'accampamento, sia per rivendicare, con una forma di dissenso ancora più radicale (come, appunto, l'astensione dal cibo), una stabilizzazione, dopo anni di precariato, come operatori ecologici. Non si ferma, dunque, la protesta degli ex interinali di Attiva - ma, anzi, assume un carattere ancora più deciso - i quali hanno deciso che da ieri si nutriranno solo con «acqua e sali minerali». Tanto che hanno cominciato a riempire una tenda di bottiglie di acqua, mentre, da un altro lato, hanno impacchettato tutto il cibo ancora integro e non ancora utilizzato, conservato per far fronte al presidio. Cibo che, ha annunciato il portavoce dell'associazione Interinali senza gloria, Manolo Da Silva, verrà distribuito in beneficenza. Ai primi otto ora in sciopero della fame, man mano, hanno annunciato, se ne aggiungeranno poi altri. «Tra pochi giorni saranno 3 mesi», hanno scritto ieri gli interinali su Facebook, «che siamo qui, sotto a questa tenda. E oggi siamo qui per portare avanti l'ennesima protesta. Arriviamo a questa forma di dissenso», hanno aggiunto riferendosi allo sciopero della fame, «la più estrema tra quelle non violente, consci di aver iniziato una lotta e quindi di doverla portare fino in fondo». Nei giorni scorsi, il sindaco aveva chiesto agli interinali di togliere le tende in vista della visita dell'ambasciatore statunitense a Roma, prevista il 6 aprile. Insomma, non sarebbe «decoroso», ha osservato il primo cittadino, accogliere il diplomatico degli Usa con una tendopoli piazzata davanti a palazzo di città. E una risposta, dagli interinali, oltre che con lo sciopero della fame, è arrivata anche con l'aver ripulito, e resa più linda, la zona del presidio. Nei giorni scorsi, gli ex operatori ecologici di Attiva hanno eliminato, tra l'altro, diversi banchetti e striscioni. (VdL)