Attiva, i precari occupano la sala consiliare

14 Gennaio 2016

Protesta di 40 interinali, che raccolgono 217 firme e ottengono un incontro con lo staff del prefetto

PESCARA. «Vo-gliaa-mo laa-vo-ra-re, vogliamo lavorare». È con questo slogan, che ricalca una famosa canzone degli alpini, nota soprattutto durante la Prima guerra mondiale, che gli ex lavoratori interinali di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città, hanno occupato gli scranni del consiglio comunale (foto Giampiero Lattanzio). Una quarantina di lavoratori, ieri pomeriggio, ha rotto gli indugi, e dopo alcuni giorni di accampamento davanti al Comune, è entrato in municipio, chiedendo che venisse accordato loro un incontro con il nuovo prefetto, Francesco Provolo. Al rappresentante del governo, infatti, i manifestanti avrebbero voluto strappare un impegno volto a sollecitare la giunta comunale, presieduta dal sindaco Marco Alessandrini, affinché si accorcino i tempi per l’invio della lettera annunciata dal Comune, da indirizzare alla Corte dei Conti, con lo scopo di valutare la possibilità di applicazione di una «soluzione conciliativa» che consenta di tramutare i contratti a tempo determinato degli ex lavoratori interinali in contratti a tempo indeterminato. Sono queste le richieste di una settantina di netturbini, che dopo anni di lavoro da Attiva - e successivamente a un concorso bandito dall’azienda comunale, attraverso il quale 14 di essi sono stati assunti in pianta stabile - chiedono un posto fisso nell’azienda.

Tanto da aver incaricato due legali, Fabio Di Paolo e Carlo Alfani, sull’onda di una sentenza favorevole del tribunale di Pescara dell’ottobre scorso (nella quale è stata disposta, per un ex interinale, la trasformazione del contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato), per ottenere il posto di lavoro per via giudiziaria. Insomma, giornata movimentata, quella degli operatori ecologici rimasti senza lavoro, cominciata con una raccolta di firme, come forma di solidarietà, e con una colletta per sostenere le spese necessarie al presidio montato davanti al Comune. E di firme, tra cittadini comuni, politici e giornalisti, fino a ieri sera, ne sono state raccolte 217, mentre 250 sono stati gli euro ricevuti. Non solo. Nella mattinata di ieri, prima dell’occupazione in consiglio comunale, una rappresentanza di ex interinali ha anche incontrato i capigruppo dell’assise civica. Una riunione ritenuta «insoddisfacente», da parte degli interinali, a cui è seguita l’insediamento nell’emiciclo, fino all’incontro, poi accordato, con membri dello staff del prefetto.

«Dalla prefettura hanno assicurato», ha riferito al termine della riunione il portavoce dei lavoratori, Manolo Da Silva, «che ci saranno impegno e attenzione nei nostri confronti».

Gli ex lavoratori di Attiva, infatti, si aspettano che entro sabato parta la lettera del Comune indirizzata alla Corte dei Conti, così come preventivato dall’amministrazione comunale durante uno dei due tavoli tecnici organizzati, tra dicembre scorso e il mese in corso, per tentare di trovare una soluzione al caso. Intanto, nonostante che le temperature stiano cominciando ad abbassarsi, continua anche il bivacco notturno nella tendopoli allestita dagli interinali in piazza Italia. Con turni di dieci persone circa, i manifestanti si alternano di notte tra sacchi a pelo e coperte. Hanno chiesto anche un bagno chimico, «ma finora», ha fatto notare Da Silva, «il Comune ancora non l’ha fornito». Dunque, sono decisi a non mollare. «Tanto noi siamo abituati», ha sottolineato ieri sera uno di loro, Fernando Colaiocco, «a non dormire per lavorare».

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