Attiva, verso la stabilizzazione dei precari

L’amministrazione pronta ad accogliere la proposta dei lavoratori: sì alle assunzioni e stop ai contenziosi
PESCARA. Una conciliazione per stabilizzare i precari di Attiva. Si è deciso di riconvocare un altro incontro, per l’8 gennaio prossimo a mezzogiorno, per valutare la proposta che attraverso i due legali, Fabio Di Paolo e Carlo Alfani, è stata sottoposta all’amministrazione comunale e ai vertici di Attiva, l’azienda che gestisce la nettezza urbana in città. È questo l’esito del tavolo tecnico che si è tenuto ieri nella sala giunta del Comune tra sindaco e vice sindaco, Marco Alessandrini ed Enzo Del Vecchio, il direttore di Attiva, Massimo Del Bianco, l’esperto giuslavorista, Francesco Colaci, gli avvocati Di Paolo e Alfani, e alcuni rappresentanti dei lavoratori interinali di Attiva. Da settimane, i precari reclamano un posto fisso dopo aver lavorato per anni con contratti a tempo determinato in successione. Una richiesta rilanciata soprattutto dopo il concorso pubblico bandito da Attiva per 61 posti da operatori ecologici, nel quale solo alcuni dei precari sono riusciti a collocarsi in una posizione utile in graduatoria.
La proposta che ieri è arrivata sul tavolo consiste nella conversione dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato. «Abbiamo proposto al Comune e ad Attiva», dice il legale Di Paolo, «un accordo conciliativo per trovare una soluzione alla vicenda dei lavoratori interinali. Un’ipotesi possibile anche perché», continua Di Paolo, «sia il Consiglio di Stato sia la Corte di Cassazione, recentemente sono intervenuti asserendo che le società in house, così come lo è, in questo caso, Attiva, non sono equiparabili alla pubblica amministrazione. L’amministrazione comunale», conclude l’avvocato, «ora vuole effettuare tutti gli approfondimenti necessari per individuare la possibilità di accettare la nostra proposta».
In una nota firmata da sindaco, amministratore di Attiva, associazione Interinali senza gioia e rappresentanze sindacali Fiadel, si dice: «Abbandonando al momento ogni altra ipotesi di lavoro, il tavolo ha convenuto, su proposta dei lavoratori e dei loro legali rappresentanti, di verificare la possibilità di pervenire ad una conciliazione dei contenziosi in atto, al fine di dare prospettiva occupazionale a tempo indeterminato, secondo le esigenze del territorio comunale».
Un’opzione, quella di convertire i contratti da tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, che farebbe cadere in subordine l’ipotesi, ventilata nei giorni scorsi da parte dell’amministrazione comunale, di indire un nuovo concorso che andasse a coprire l’organico mancante nella struttura organizzativa di Attiva.
Moderatamente soddisfatto il portavoce dei lavoratori interinali, Manolo Da Silva: «Ora c’è una base sulla quale discutere e si tratta di un piccolo passo in avanti. Ma», aggiunge, «ci vuole poco per fare due passi indietro».
Intanto ieri è arrivata la notizia che Camillo D’Addario, il lavoratore al quale il tribunale di Pescara, nell’ottobre scorso, aveva convertito il suo contratto da tempo determinato in indeterminato, tornerà, sin da oggi o a partire dai prossimi giorni, al lavoro: in proposito Attiva ha deciso di dare attuazione alla sentenza di primo grado, in attesa della sentenza della Corte d’Appello.
Sempre ieri, inoltre, il capogruppo, in consiglio comunale, della lista Scegli Pescara, Piernicola Teodoro, ha inviata al sindaco una richiesta di accesso ai documenti propedeutici al bando della recente selezione pubblica per i 61 posti da operatori ecologici in Attiva.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

