Attività storiche premio a chi resiste da più di 40 anni

Bar, panifici, officina, ristoranti e stabilimenti: arriva il riconoscimento dell’amministrazione
FRANCAVILLA. Sono dieci le attività storiche di Francavilla che questa mattina verranno premiate nel foyer di Palazzo Sirena con una speciale targa, un riconoscimento pensato dall’amministrazione per chi è riuscito ad andare avanti nel corso degli anni, nonostante il calo, la crisi e l’avvento dei centri commerciali.
La più antica, l’attività delle Ceramiche tradizionali abruzzesi, ha 56 anni di servizio, mentre quella più giovane, il ristorante di pesce Il Brigantino gestito da Sergio Chiavaroli, ne ha “solo” 47. Per tutte, il requisito di accesso per poter rispondere al bando presentato dal Comune era l’aver compiuto almeno i 40 anni, così come prescritto dalla legge regionale che disciplina in maniera uniforme la materia.
Tra di loro ci sono due barbieri, parrucchiere Rocco di via Adriatica che lavora da 52 anni e coiffeur “pour homme” di Tonino Alleva che da 49 anni porta avanti il suo esercizio in viale Alcione. L’autofficina di Rocco Bellafante, in via Alento, quest’anno spegne 54 candeline, posizionandosi al secondo posto in ordine di anzianità tra le presenti. C’è anche il panificio di Emidio Trifone di via Monfalcone all’interno dell’elenco dei premiati, anche lui aperto da 52 anni. Due in meno invece ne ha l’hotel Punta de L’Est di Michele Ticchi, su viale Alcione, mentre il bar Milan, aperto dal settembre del 1970 su via Adriatica, a maggio taglierà l’ambizioso traguardo dei 50 anni di attività. Ci sono poi il negozio Ipzoo mangimi che vende alimenti e attrezzature per animali, gestito da Massimo Luciani su via Adriatica, aperto da 52 anni, e lo stabilimento Bagni Nettuno della famiglia De Medio, in funzione da 47, anche se Guerino, che lo gestisce insieme al figlio Gaetano, rivendica una maggiore anzianità: «Siamo alla quarta generazione», dice con orgoglio uno dei balneatori più conosciuti in città, «non so esattamente da quanti anni la nostra famiglia ha questo stabilimento. Lo prese mio nonno, poi il passaggio a mio padre, quindi il mio turno e adesso ha iniziato Gaetano. Lavoriamo con i clienti storici che ormai sono affezionati a noi, e noi a loro. Tra qualche giorno inizieremo i lavori per riaprire a Pasqua, intanto porterò mia madre di 94 anni alla premiazione. Lei ha fatto tanti sacrifici per lo stabilimento e questo riconoscimento è una grande soddisfazione».
Cristiana Candeloro invece cura l’amministrazione del bar Milan, attività che tra pochi giorni spegnerà le 50 candeline: «Si va avanti tra mille difficoltà», dice senza nascondersi dietro i problemi che riguardano l'intera categoria, «il bar è stato acquistato da mio zio dal precedente proprietario che era di Milano, da qui nasce il nome. Il gelato artigianale è il nostro pezzo forte, fatto ancora con i macchinari di una volta. Purtroppo però, il turismo a Francavilla è sceso progressivamente con il passare degli anni e oggi non è facile sopravvivere. Fino a qualche tempo fa, era sufficiente una buona stagione estiva per star bene tutto l’anno. Adesso non è più così e a volte mi domando se vale ancora la pena rimanere aperti».
Insomma, la crisi, la spending review, l’avvento dei centri commerciali e anche l’online hanno inciso non poco sui commercianti, tanto che oggi sono parecchie le attività che chiudono in pochi mesi. Anche per questo, Melania Mengoni, che gestisce il marketing e i social per il negozio di Ceramiche Abruzzesi, da qualche anno ha aperto il canale web per rinvigorire gli affari: «Sopravvivere oggi è quasi un miracolo», attacca senza fronzoli, «la nostra attività va avanti da decenni, grazie ai clienti affezionati ma anche ai nuovi mercati. Dal 2014 ci appoggiamo ad alcune piattaforme di e-commerce per vendere i nostri prodotti nel mondo. Lavoriamo molto con gli Stati Uniti, dove spediamo molti prodotti. In Italia parecchie richieste arrivano da Roma e Milano, ma da qualche tempo siamo riusciti ad aprire un interessante canale con la Sicilia. Credo che rinnovarsi sia la chiave per guardare avanti».
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