Auditorium chiuso Cozzi promette: «Sarà recuperato»

20 Ottobre 2018

La struttura di Montesilvano Colle, interviene l’assessore E il consigliere Orsini attacca: quel teatro ha enormi lacune  

MONTESILVANO. «Recupereremo anche l’auditorium dei Colli così come abbiamo fatto per le altre grandi incompiute della città» è l’annuncio dell’assessore ai Lavori pubblici Valter Cozzi all’indomani dell’inchiesta del Centro sul degrado dell’anfiteatro “Luigi Sciarretta” inaugurato 18 anni fa dall’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, all’epoca ministro della Difesa.
L’appello alla riqualificazione della struttura, ubicata tra via Colle Vento e strada comunale Fosso dello Sportello, è stato lanciato ieri dall’ex primo cittadino Renzo Gallerati che aveva voluto il teatro la cui progettazione fu affidata , tra il 1998 e il 1999, all’architetto Marco Volpe e dall’ex comandante della polizia municipale, oggi conservatore della montesilvanesità, Sergio Agostinone.
Ai due cittadini risponde l’assessore Cozzi: «Credo che Gallerati e Agostinone siano consapevoli che la nostra amministrazione sia la sola capace di prendere in mano anche l’auditorium e ridarlo alla città, così come abbiamo fatto per le altre grandi opere abbandonate. Abbiamo già predisposto la creazione di un parcheggio nelle adiacenze».
Ed ecco l’elenco di Cozzi, delle incompiute resuscitate dall’attuale amministrazione: mercatino ittico, progetto del 2001 inaugurato nel 2015; pista ciclopedonale sul lungomare; pista di atletica su via Senna, progetto del 2009 riconsegnato ai montesilvanesi nel 2016; via Maresca; la scuola dell’infanzia “Giuseppe Dezio” di via Adda. In dirittura d’arrivo il distretto sanitario, i lavori in via Saragat e via Salieri.
Bacchettate a Gallerati e all’architetto Volpe arrivano dal consigliere Mauro Orsini, il quale fa le pulci al progetto e definisce l’infrastruttura una «natura morta», realizzata «con enormi lacune e deficienze». A cominciare dal «retro del palco che si trova a ridosso di una strada trafficata. Anni fa l’attrice Pamela Villoresi fu costretta a fermare la recita a causa dei rumori che provenivano dalla strada, il teatro andrebbe coperto e insonorizzato; le colonne nel mezzo del palco divorano lo spazio per gli strumenti musicali; le panchine di cemento sono troppo distanziate limitando il numero dei posti a sedere, gli impianti elettrici e acustici sono carenti, bagni e camerini non sono a norma di legge».