Aule di viale Pindaro alla Regione L’ateneo aspetta ancora tre mesi

26 Aprile 2020

Il rettore Sergio Caputi lascia aperta l’ipotesi di realizzare una nuova sede della D’Annunzio in città Ma per investire su un’altra struttura bisogna vendere quella attuale, che altrimenti sarà ampliata

PESCARA. Se entro l’estate la Regione non propone concretamente alla D’Annunzio l’acquisto della sede di viale Pindaro, l’università investirà i fondi a disposizione nell’attuale sede, che resterà definitivamente quella pescarese dell’ateneo. Dopo i tira e molla dei mesi scorsi sull’ipotesi di spostare la struttura sul sito dell’ex Cofa, il rettore Sergio Caputi taglia la testa al toro. Lo fa in occasione della trasmissione “I fatti e le opinioni”, andata in onda su Rete 8.
Nonostante il programma fosse incentrato sul rapporto tra università ed emergenza coronavirus, Caputi ha colto l’occasione anche per alcune considerazioni sull’ampliamento della sede pescarese della D’Annunzio. Un’operazione che, per essere portata avanti con una costruzione ex novo, comporta la cessione dell’area di viale Pindaro. «Perché non possiamo spezzare in due la nostra sede», assicura Caputi, «già è un’enorme difficoltà avere Chieti e Pescara: spezzare anche Pescara sarebbe sbagliato».
Quindi, se sorgerà una D’Annunzio bis nel capoluogo adriatico, sarà in tutt’altro luogo rispetto a quello attuale. E se si concretizzerà questa ipotesi, lo sapremo al massimo entro l’estate ormai alle porte. La possibilità di una sede differente da viale Pindaro, infatti, non è accantonata: «Lì c’era un discorso con la Regione», spiega il rettore, «se la Regione non ribadisce, o non mostra interesse, per l’acquisto di viale Pindaro, noi non riusciamo a progettare un’altra sede. Se invece la Regione manifesta interesse per viale Pindaro, allora analizzeremo tutte le possibilità che ci possono essere».
Nei mesi scorsi si era fatta largo l’idea di edificare sull’area dell’ex Cofa, sulla riviera sud a ridosso del fiume, investendo sulla progettazione quello che l’ateneo avrebbe incassato cedendo viale Pindaro alla Regione.
«Io devo andare avanti», dice oggi Caputi, «posso aspettare due tre o mesi, ma non posso perdere il piano di finanziamenti per l’edilizia universitaria. Se non avrò risposte in tempi brevi, ed è comprensibile che in Regione ci stiano ragionando dato il momento, implementeremo viale Pindaro». Dove comunque sono in corso migliorie che, come ricorda il rettore, «il periodo di blocco dell’attività didattica, non appena il Governo darà la possibilità di riaprire i cantieri, consente di poter completare molto rapidamente vista l’assenza di persone».
Tra le opere per espandere l’attuale sede pescarese, l’ateneo D’Annunzio aveva previsto «la costruzione di una biblioteca importante. Questo oggi andrà ripensato». Di certo, se nei prossimi mesi non si concretizzerà la cessione di viale Pindaro, «useremo il fondo per l’edilizia universitaria per costruire qualcosa di nuovo nel campus, sul terreno che può essere utilizzato implementeremo gli spazi».
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