Aule lesionate, a casa oltre 100 studenti

Penne, terzo giorno senza lezioni per i ragazzi della media Giardini ospitati alla Paratore: partono esposti e denunce
PENNE. Terzo giorno senza lezioni per i ragazzi della scuola media dell'istituto Mario Giardini di Penne. Non è stata trovata ancora una sistemazione per gli oltre 100 studenti le cui aule, all'interno dell'edificio scolastico dell'istituto Paratore, sono state interdette dai vigili del fuoco.
In due aule del primo piano sono state rilevate lesioni nei muri divisori tali da determinare «un potenziale e imminente pericolo». Al primo piano, in quattro classi, in corrispondenza dei solai è stato invece accertato un scadimento degli intonaci «tale da determinare un potenziale ed imminente pericolo di caduta di materiale». Insomma la scuola Paratore, dove sono stati trasferiti tutti i ragazzi dell'istituto Giardini, non sembra anch'essa avere tutte le carte in regola dal punto di vista della tenuta. In totale sono sei le aule interdette.
In attesa di una soluzione, ieri, il comitato di genitori Giardini nel cuore ha inviato una segnalazione ai carabinieri di Penne e a tutte le autorità competenti, informando che non faranno tornare i propri figli a scuola fin quando non saranno garantite tutte le misure di sicurezza «al cento per cento». In totale sono 74 i genitori firmatari per 109 ragazzi complessivi. Il sindaco Mario Semproni, intanto, ha incaricato un legale di predisporre un esposto-denuncia attraverso cui accertare i motivi che ritardarono, 5 anni fa, lo sgombero della scuola Mario Giardini e soprattutto per chiarire le cause dei mancati lavori di adeguamento sismico dell’immobile di via Caselli, nonostante le perizie tecniche del 2010 e del 2011 avessero certificato criticità strutturali e scadenti prestazioni di calcestruzzo al di sotto dei limiti di normativa.
L'amministrazione Semproni contesta ai predecessori anche il mancato adeguamento sismico della Giardini. «I bambini sono stati mantenuti cinque anni in una scuola non sicura, come sostengono le perizie, e oggi c’è pure chi strumentalizza», osserva Semproni. «Con il nostro esposto vogliamo chiarire e accertare, eventualmente, se ci sono state responsabilità oppure potenziali omissioni. Strumentalizzare nel nome della sicurezza dei bambini, a mio avviso, è un fatto molto grave e nocivo per la comunità. Vogliamo chiarire, infine, se il ritardo accumulato in questi anni per il mancato utilizzo dei fondi», aggiunge il sindaco, «abbia arrecato all’Ente un danno; magari se il finanziamento fosse stato utilizzato per adeguare l’immobile di via Caselli, oggi non ci sarebbero tutti questi problemi».
«La scuola Giardini», replica l'ex sindaco Rocco D'Alfonso, «presenta un rischio sismico e non un rischio crollo. È praticamente nella stessa situazione di due terzi della scuola Paratore. L’amministrazione da me guidata ha avviato l’iter per la costruzione della nuova scuola Mario Giardini, ritenendo quest’ultima soluzione più sicura e conveniente dell’adeguamento antisismico di un edificio costruito alla fine degli anni '50». Di certo, oggi, a pagare tutta questa situazione sono le famiglie e i ragazzi.
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