Aumentano i bisognosi in città: «Ma nessuno sarà lasciato solo»

8 Dicembre 2022

L’abate di San Cetteo, don Francesco, racconta la processione quotidiana di chi chiede un sostegno «Bollette, viveri, medicine: le facce della povertà sono tante. Ci appelliamo al cuore di chi può donare»

PESCARA. Cornetto e cappuccino ogni mattina, un buono per acquistare la carne nelle macellerie del quartiere, pacchi alimentari, la spesa sospesa nei supermercati, vestiti, scarpe, panettoni. Per i poveri della parrocchia della cattedrale di San Cetteo sarà un Natale di aiuti e speranza.
«Nessuno sarà lasciato solo», rassicura monsignor Francesco Santuccione, vicario generale dell’arcidiocesi di Pescara-Penne e abate della cattedrale San Cetteo, che ogni lunedì, soprattutto, accoglie file di bisognosi, almeno una quarantina di persone, per la colazione e una parola di conforto.
La crisi, il Covid, la guerra, il carovita, hanno fatto esplodere rabbia e fame. E in chiesa, racconta il sacerdote, c’è la processione quotidiana di persone «che vengono a chiedere il pacco di viveri, le medicine, aiuti per le bollette e per comprare i libri ai figli. E le badanti chiedono un lavoro. Dallo scorso anno sono aumentate le famiglie in difficoltà, sono tanti pescaresi ma anche stranieri dei Paesi dell'Est, ucraini e africani. Dall'Afghanistan è appena arrivata una famiglia con due bambini che stiamo aiutando con la Caritas».
«È uno spartito di umanità molto sofferente», analizza l’abate della cattedrale di San Cetteo, affiancato nelle sue opere caritatevoli da una quindicina di volontari che con un furgone trasportano in parrocchia la solidarietà dei negozianti, di bar e pasticcerie, macellerie, supermercati, del Banco Alimentare, della Comunità di Sant'Egidio e delle tante parrocchie che fanno rete se servono scarpe e vestiti, a seconda delle necessità. Il parroco li ringrazia «uno ad uno» e spiega che con il loro contributo, e appellandosi sempre al buon cuore dei parrocchiani, sulle tavole dei poveri, anche in questo difficile Natale, non mancheranno «i buoni carne per una novantina di famiglie; i panettoni e dolci natalizi, le buste della spesa sospesa che ci consegnano i supermercati. Chi può dona e noi distribuiamo a chi è più in difficoltà perché ha perso il lavoro, perché si è separato, perché è appena uscito dal carcere, perché non ha nulla. Sono tante le facce della povertà a cui bisogna approcciarsi con umiltà, prudenza e discrezione e noi siamo anche uno sportello di ascolto, oltre che di aiuti materiali», commenta don Francesco, alla guida della cattedrale di San Cetteo dove oggi, giorno dell’Immacolata, si celebreranno sette battesimi.
E stasera alle 18, durante la messa officiata da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi Pescara-Penne, due padri di famiglia, Tommaso e Goffredo, faranno ammissione per diventare diaconi.
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