«Aumentano i malati, ma non i medici»

18 Agosto 2018

Il direttore sanitario: è normale un maggiore afflusso di persone in estate, c’è chi viene da fuori regione

PESCARA. «Non è una questione di ferie o di riduzione del personale: la Traumatologia ha questa organizzazione in tutti i periodi dell’anno, in estate come in inverno. Sono ormai trent’anni che funziona in questo modo». Così il direttore sanitario della Asl di Pescara, Valterio Fortunato, contattato dal Centro, motiva la presenza di un solo medico ieri mattina all’ambulatorio di Traumatologia dell’ospedale civile e le lunghe file di pazienti in attesa di una visita o una medicazione.
«La Traumatologia ha sempre avuto un solo medico fisso tutte le mattine», prosegue Fortunato, «c’è un altro medico al secondo piano per i pazienti in day hospital, due medici nel reparto di Ortopedia e Traumatologia, uno per ogni ala, e infine altri due medici in sala operatoria. Il pomeriggio poi la Traumatologia non è operativa perché il day hospital si fa al mattino. È normale che in estate possano esserci giornate di maggiore afflusso, mentre in inverno gli accessi si riducono notevolmente».
Appena qualche giorno fa sotto accusa era finito il Pronto soccorso dove, a fronte dei 23 medici previsti, ce ne sono in organico solo 16, di cui alcuni in ferie. Quanto ai tempi di attesa della Traumatologia, invece, che ieri mattina in qualche caso sono arrivati a sfiorare persino le dodici ore, il direttore sanitario di presidio, Livio Del Duca, rimarca come all’ospedale Spirito Santo afferiscano pazienti non solo da Pescara, ma spesso anche dalle località limitrofe e da fuori regione, oltre che i turisti in vacanza. Quanto al caso della donna di origini indiane che, da mezzanotte, è stata visitata soltanto alle 6 del mattino per poi essere dimessa alle 12 del giorno dopo, precisa che non si trattava di un’emergenza, in quanto sarebbe arrivata al Pronto soccorso per «un problema al quinto dito del piede destro». (y.g.)
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