Aumentano i poveri alla Caritas Gli italiani sono più in difficoltà

14 Dicembre 2016

Penne, in un anno i volontari hanno registrato un incremento di 1.782 accessi rispetto al 2015 Ci sono cittadini del comprensorio disoccupati e tante famiglie che chiedono aiuto

PENNE. Aumentano i poveri nell’area vestina. Sono soprattutto gli italiani i più in difficoltà, in particolare chi ha perso il lavoro, famiglie con genitori separati che con un solo stipendio non riescono ad arrivare a fine mese. Disoccupati, mamme sole, anziani, pensionati strozzati da bollette e affitti sempre più alti. Sono loro i nuovi poveri.

I dati della Caritas di Penne non lasciano spazio a interpretazioni: il 75% delle persone che nel 2016 ha beneficiato dei vari servizi gratuiti messi a disposizione dai volontari sono italiane, mentre gli stranieri rappresentano solo il 25% dei richiedenti aiuto.

A chiedere un soccorso sono tante persone che fino a qualche tempo fa vivevano in maniera più che dignitosa, andando avanti con un lavoro e senza la paura di non poter dare da mangiare ai propri figli. Sono principalmente residenti di Penne, Picciano, Loreto, Collecorvino, Farindola, Montebello, ma c'è anche chi arriva da centri del Teramano come Castilenti e Castiglione per chiedere un sostegno. Nel 2016, sono stati ben 5mila 782 gli accessi registrati dai volontari dell’emporio solidale solo per quanto riguarda il vestiario, 1.782 in più rispetto al 2015. A usufruire degli indumenti offerti dalla Caritas anche i circa 100 migranti ospitati nella casa di riposo De Sanctis Del Bono di Penne e nel Lapiss, gestito dalla coop Cogecstre.

Dal vestiario alle informazioni per trovare lavoro, dall’assistenza medica ai beni di prima necessità. Sono queste, e tante altre ancora, le esigenze di cui sempre più persone hanno bisogno di rivolgere lle associazioni di volontariato locali. Due i centri fondamentali attraverso i quali la Caritas di Penne, con i suoi 55 volontari, assistono i più bisognosi: il centro d’ascolto in piazza Luca da Penne e l’emporio solidale vestino a contrada Conaprato. Nel centro d’ascolto, oltre a un lavoro di orientamento e accompagnamento, viene offerto un servizio badanti e un aiuto ai ragazzi in difficoltà a livello scolastico.

L’emporio solidale vestino, oltre a permettere di fare la spesa alle persone in difficoltà, ha anche un centro vestiario per chi non può permettersi di acquistare nei normali negozi abiti e indumenti. Chi ne fa richiesta viene aiutato anche nel ricevere mobili usati.

Rispetto al 2015, c’è stato un aumento considerevole anche delle persone che hanno utilizzato il servizio spesa. Per accedervi, le famiglie devono ricevere l’ok da un gruppo di valutazione composto da un rappresentante della Caritas, uno dell’associazione San Vincenzo de’ Paoli, un altro della Croce Rossa e dagli assistenti sociali dei Comuni interessati.

In base al reddito Isee, viene stabilito un importo mensile per ciascun componente del nucleo familiare. Nel 2016, gli accessi sono stati 3.927 contro i 3.400 del 2015. Un dato in sensibile aumento e che dimostra come la crisi economica in un solo anno abbia costretto 500 persone in più a chiedere una mano per poter mangiare.

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