«Aumentano i volontari ma il sangue non basta»
Montesilvano. Appello del presidente Chiavaroli: «Donate, è un atto d’amore» Il responsabile regionale Di Giulio: «Sono sempre meno i giovani disponibili»
MONTESILVANO. «Donate sangue. L’Abruzzo continua a essere ancora al di sotto del livello dell’autosufficienza e, per questo motivo, siamo costretti a ricorrere all’aiuto di altre regioni». L’appello arriva da Roberto Chiavaroli, presidente dell’Avis Montesilvano. Sono circa 300 le donazioni di sangue fatte dai volontari della sezione locale dell’associazione nel 2017, mentre ammontano a 292 le donazioni dell'anno 2016. Il dato è in crescita rispetto al 2006, quando le donazioni furono soltanto 204, ma ancora non sufficiente. «Oggi contiamo mediamente trecento donazioni annue. Un buon numero», sottolinea Chiavaroli, «ma Montesilvano è una grande città e, di certo, si potrebbe fare molto di più». L’Avis Montesilvano è in attività dal 1974 per promuovere l’importanza della donazione. Sono numerose le iniziative rivolte alla cittadinanza, come quella dell’autoemoteca in piazza, per sensibilizzare i cittadini e fornire informazioni a chiunque voglia avvicinarsi al mondo della donazione. O, per i più giovani, gli incontri nelle scuole per parlare di sangue e solidarietà.
«La donazione di sangue è un grande atto d’amore. Oltre a far del bene al prossimo, se ne fa anche a se stessi», aggiunge Chiavaroli. «Con le donazioni periodiche e regolari, infatti, si ha la garanzia di un controllo costante del proprio stato di salute, grazie alle visite mediche e agli accurati esami eseguiti a ogni prelievo».
Sono oltre 3.400 le sedi dell’Avis distribuite su tutto il territorio nazionale. In Abruzzo se ne contano un centinaio, 95 delle quali sono comunali.
I soci donatori, alla fine del 2016, erano 20.183. Nel 2016, ultimo dato disponibile, nella regione ci sono state complessivamente 30.668 donazioni. Sono state 26.748, invece, le donazioni regionali del 2010, mentre si contavano 24.467 nel 2008. «La nostra regione, attualmente, si trova in carenza sia di sangue intero che di plasma e per questo è costretta ad attingere ad altre regioni», rimarca il presidente regionale Avis Giulio Di Sante.
«I motivi di questa carenza sono molteplici. Innanzitutto ci sono difficoltà a reperire nuovi donatori e a coinvolgere i giovani nella donazione, oltre all’invecchiamento della popolazione, alle norme sempre più restrittive per la selezione dei donatori tese a garantire la sicurezza, sia per i donatori che per i riceventi, e ai cambiamenti climatici che portano nuove malattie. Abbiamo intrapreso diverse iniziative», va avanti Di Giulio, «rivolte soprattutto ai giovani, poiché l’età media dei donatori si è alzata notevolmente. Di recente abbiamo sottoscritto con l’Ufficio scolastico regionale il protocollo di intesa, già recepito a livello nazionale tra Avis e Miur, per l’alternanza scuola-lavoro. Portiamo avanti, inoltre, gli interventi di sensibilizzazione nelle scuole di tutta la regione, dalle elementari alle superiori».
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