Aumenti a carico degli agricoltori «Interventi per salvare il settore»

Gli amministratori di centrosinistra chiedono il blocco dei rincari imposti dal Consorzio di Bonifica «Per un piccolo orto nel 2020 si pagava 150 euro. Ora con supplemento e nuova tassa sono 317 euro»
PESCARA. Gli aumenti del 45 per cento per l’annualità 2022 a carico delle imprese agricole già vessate dal caro energia e dal caro gasolio: è l'allarme lanciato dal centrosinistra in consiglio regionale e nei Comuni della provincia di Pescara che hanno deciso di chiedere alla Regione un immediato dietrofront per andare incontro alle esigenze del comparto agricolo. Ieri mattina, il consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, insieme agli amministratori nei Comuni di Pescara (Marco Presutti e Francesco Pagnanelli), Città Sant’Angelo (Catia Ciavattella e Antonio Melchiorre), Spoltore (Chiara Trulli), Pianella (Gianni Filippone), Lettomanoppello (Arianna Barbetta), Scafa (Gianni Chiacchia e Dino Marangoni) hanno annunciato una sfilza di mozioni per reclamare il blocco dell'aumento imposto dal Consorzio Bonifica Centro e richiedere la restituzione del fondo di rotazione. «Nel settembre 2021, il Consorzio ha deliberato il rincaro del tributo consortile», spiega Blasioli. «Rispetto all'aumento del tributo del 30 per cento, nella variazione di bilancio solo 30 mila euro sono destinati alla manutenzione delle reti. Questo significa che il rincaro non è legato ad alcuna prospettiva di miglioramento del servizio, che è assolutamente inefficiente. La Regione Abruzzo si è anche dimostrata incapace di accedere ai fondi del Pnrr sulle reti irrigue. Dei 149 progetti finanziati, nessuno riguarda i consorzi di bonifica della nostra regione. Chiediamo quindi l'azzeramento del tributo o una sensibile diminuzione e comunque una significativa dilazione, rispetto alle tre rate». L'appello arrivato dai consiglieri di Scafa, Chiacchia e Marangoni, va anche oltre. «Nel 2021 il servizio è stato garantito per appena 5 giorni. Il 2022 con ogni probabilità sarà la fotocopia. Ecco perché reputiamo assurdo l'aumento e anzi, chiediamo il rimborso per quanto versato l'anno scorso e l'azzeramento per l’annualità 2022». È il consigliere comunale di Città Sant’Angelo, Antonio Melchiorre, a portare da consorziato, numeri alla mano, un esempio degli aumenti. «Per un piccolo orto, nel 2020 pagavo una quota di 150 euro annui; il supplemento è stato di 107,10 euro a cui si deve aggiungere una nuova tassa da 60,73 per i servizi generali. Il risultato è che ora dovrò pagare 317 euro, a fronte di un servizio che, se tutto va bene, viene assicurato per 3-4 mesi». «In sinergia con gli altri Comuni presenteremo un ordine del giorno affinché le singole amministrazioni locali», aggiunge Ciavattella del gruppo Pd di Città Sant'Angelo, «si facciano portavoce delle nostre istanze e possano ottenere un ripensamento su questo aumento tariffario che mortifica i contribuenti agricoli ed extra agricoli, e non è motivato neppure da una politica di riqualificazione del servizio».
Intanto il gruppo Pd in consiglio regionale ha chiesto un incontro, che si terrà oggi, tra le associazioni di categoria del settore agricolo e la giunta regionale, accusata dal centrosinistra di essere sempre più distante dalle persone e dai territori.

