Aumenti delle mense scolastiche: scoppia la protesta in consiglio

30 Agosto 2023

Decine di mamme manifestano con i cartelli in Comune contro le tariffe raddoppiate dal centrodestra Mediazione in extremis con il centrosinistra: la giunta reintrodurrà il contributo per abbassare i prezzi

PESCARA. Urla, proteste, cartelli contro il caro mense scolastiche: ieri pomeriggio in consiglio comunale è successo di tutto. Decine di mamme si sono date appuntamento nell’aula consiliare per contestare l’amministrazione comunale che aveva deciso di raddoppiare le tariffe per la refezione (da 3,71 euro attuali a 5,93 euro più Iva per le fasce di reddito Isee oltre i 12mila euro), a partire da gennaio dell’anno prossimo. Ma dopo una seduta andata avanti per circa tre ore, è arrivata una svolta: una mediazione, proposta dal capogruppo dell’Udc Massimiliano Pignoli in serata, ha convinto la maggioranza a votare la mozione, presentata dal centrosinistra, seppure in parte modificata, che impegna il sindaco e la giunta a reintrodurre il contributo del Comune per calmierare i prezzi dei pasti a carico delle famiglie.
LA PROTESTA Si può sintetizzare così un pomeriggio campale per il centrodestra, cominciato con una protesta in consiglio comunale con decine di mamme. «Sindaco tuteli le famiglie dalle speculazioni: no al rincaro mense scolastiche», si leggeva in un cartello apparso nell’aula consiliare. «Io ho tre bambini», ha detto Serena Peca, una delle tante mamme presenti, «il problema nasce nel momento in cui si dovrà affrontare una spesa troppo alta. Già ora c’è difficoltà a tirare avanti, non oso immaginare cosa succederà quando dovrò pagare una cifra così alta».
L’INCONTRO Durante una pausa dell’assemblea civica, i genitori hanno richiesto un incontro con il sindaco Carlo Masci e con il vice sindaco e assessore all’istruzione Gianni Santilli. Incontro molto turbolento che si è svolto nella vicina sala commissioni del Comune. «Noi vogliamo garantire massima qualità del servizio», ha spiegato Masci, «poi dal 2016 ad oggi sono passati sette anni in cui sono aumentati i prezzi dei prodotti che portiamo nelle mense. Un aumento che pagano i cittadini. Questo ha comportato un aumento di un euro e più del costo del servizio. Oggi un bambino che mangia a scuola costa 5,93 euro. Poi abbiamo persone che non possono pagare questo servizio, cioè la fascia da zero a 6.000 euro di Isee. Poi c’è la fascia che va da 6.000 a 12.000 euro, prima era 10.000, che paga il 50 per cento. Infine, c’è la fascia più alta che paga di più perché il pasto non può essere a carico di tutti i cittadini».
IL PD ALL’ATTACCO Dopo l’incontro con i genitori, è ripreso il consiglio con la discussione della mozione presentata dal centrosinistra per impegnare il sindaco e la giunta a riformulare le tariffe, a limitarsi ad applicare solo gli aumenti Istat, a ripristinare l’intervento finanziario per calmierare le tariffe, a valutare l’introduzione di una nuova fascia Isee per applicare una tariffa ridotta. «La scelta della giunta di aumentare fino all’80 per cento le tariffe è scellerata», ha affermato il capogruppo del Pd Piero Giampietro, «è stato eliminato il contributo del 24 per cento con cui il Comune ha sempre calmierato i prezzi».
la svolta Prima della votazione della mozione del centrosinistra, il capogruppo Udc Pignoli ha chiesto una sospensione della seduta per un incontro con la maggioranza con lo scopo di tentare una mediazione con l’opposizione. Alla fine della riunione, la maggioranza si è presentata in aula con la mozione in parte modificata. Il provvedimento ora prevede l’impegno del sindaco e della giunta a ripristinare il contributo per calmierare i prezzi, a introdurre una nuova fascia Isee per applicare una tariffa ridotta. Alla fine, dunque, la mozione è stata approvata con i voti di maggioranza e opposizione.