Aumenti in arrivo su luce e gas, si decide sul piano dei risparmi

La municipalizzata Pescara Energia prepara le nuove stime: con i rincari la spesa sale a 10 milioni Sarà Masci a decidere se tagliare l’accensione dei lampioni in strada e il riscaldamento negli uffici
PESCARA. La stangata in arrivo sulle bollette della luce e del gas obbliga anche il Comune di Pescara ad adottare un piano di risparmi bis: la prima versione, con l’ipotesi dei tagli all’illuminazione pubblica e al riscaldamento, sarà aggiornata con un altro giro di vite. A partire dai lampioni lungo le strade che potrebbero essere accesi 15 minuti più tardi e spenti mezzora prima per risparmiare tra 150 e 200mila euro, troppo poco a fronte di una spesa che adesso potrebbe superare i 10 milioni. E in municipio, anche se nessuno lo dice apertamente, si comincia a parlare di austerity, un salto all’indietro agli anni Settanta: a fronte di consumi già raddoppiati o addirittura quadruplicati – il costo dell’energia elettrica è raddoppiato con una stima di quasi 2 milioni l’anno mentre il gas è lievitato da 500mila a 1,4 milioni l’anno – c’è il timore di un altro salasso sulle casse del Comune.
STIME AL RIALZO Il piano, con un aggravio da 7 milioni per coprire l’aumento di luce e gas, era stato pensato con le tariffe dello scorso mese di settembre e calibrato fino alla fine del 2022: con l’ulteriore rincaro del 60% delle bollette, il conto sarà ritoccato al rialzo. Nei prossimi giorni, l’amministratore unico di Pescara Energia, Giuliano Diodati, presenterà un’altra relazione con i conti aggiornati al sindaco Carlo Masci: «Le riunioni con l’amministrazione si fanno ogni settimana», dice Diodati, «il costo dell’energia non è una variabile fissa ma cambia continuamente. Se nel mese di ottobre ci sarà un’altra esplosione delle tariffe, saremo obbligati a rivedere le nostre stime iniziali che erano state ancorate ai dati di settembre. Finora, la giunta ha proposto una variazione di bilancio per finanziare una quota parte dell’aumento bollette: c’è sensibilità su questo tema. Inoltre», spiega Diodati, «forniamo al Comune report mensili per manifestare la situazione di difficoltà di fare fronte all’enorme aumento dei costi».
LA SCELTA DI MASCI Con la relazione di Pescara Energia in mano, il sindaco, insieme ai suoi assessori, dovrà decidere cosa fare: Pescara Energia, la società partecipata al 100% comunale, è in attesa di un indirizzo politico perché, da novembre in poi, le bollette saranno ancora più care. Sia per la corrente elettrica, con i lampioni accesi per più tempo, che per il gas, con i termosifoni in funzione per riscaldare scuole e uffici pubblici.
«CRISI ENERGETICA» Il tema del caro bollette, nei giorni scorsi, è stato al centro di una seduta della commissione Pubblica istruzione ed edilizia scolastica, presieduta dal consigliere Fabrizio Rapposelli di Forza Italia: «La crisi energetica purtroppo ci aspetta dietro l’angolo, considerato che già oggi è raddoppiato il costo dei consumi elettrici a carico del Comune, salito a un milione 900mila euro l’anno, comprese le scuole cittadine. La spesa per la pubblica illuminazione lungo le strade è passata da 2,9 a 6 milioni l’anno e sono triplicati i costi per il consumo del gas per riscaldare scuole e uffici comunali, passati da 500mila euro a un milione 400mila euro l’anno».
NUOVE CALDAIE Durante la riunione sono stati annunciati gli interventi di efficientamento energetico per abbattere i consumi: «Un altro passo è la sostituzione delle vecchie centrali termiche: entro la fine del 2022», ha annunciato Rapposelli, «negli asili nido Pescara Energia avrà completato l’installazione di impianti automatici che consentono di monitorare le temperature con un sistema wireless, ovvero quando il calore arriva a temperatura in un locale, scatta una valvola che chiude il radiatore, intervento che determina un risparmio del 30% sui consumi. In programma c’è anche la sostituzione degli impianti termici nei due palazzi comunali togliendo la centrale a gas e sostituendoli con impianti a condizionamento».

