Aumenti in busta paga: 70 euro in più al mese

21 Giugno 2022

Gli aiuti da settembre a dicembre per combattere l’inflazione alle stelle Il Governo Draghi varerà il nuovo provvedimento tagliando il cuneo fiscale

Stipendi più alti per quattro mesi, da settembre a dicembre prossimi, per combattere l'inflazione alle stelle. Dopo il bonus "una tantum" da 200 euro, che dovrebbe arrivare a luglio nelle tasche di lavoratori e pensionati, è allo studio del Governo un'altra misura per tagliare il cuneo fiscale – il rapporto tra le tasse pagate da un lavoratore medio e il costo totale del lavoro per il datore di lavoro – e rilanciare il potere d’acquisto delle famiglie. Secondo i dati Ocse, infatti, si prevede nel 2022 un’inflazione al 6,3% e i salari in aumento nella misura di circa il 3%. Una forbice che acuirebbe le difficoltà economiche delle famiglie. L’orientamento del governo Draghi, alle prese con il nuovo decreto contro il caro bollette, è ragionare su un intervento tampone nell’immediato per poi inserire interventi strutturali nella legge di Bilancio.
BUSTE PAGA PIù PESANTI
Il bonus di 200 euro contro i rincari delle bollette e del carrello della spesa, riservato ai redditi fino a 35 mila euro, sarà accompagnato da uno sgravio contributivo per l’ultimo quadrimestre dell’anno, da settembre a dicembre 2022, sempre per questa categoria di lavoratori. L’orientamento è verso un taglio di 4 punti del cuneo fiscale per quattro mesi, che porterebbe fino a 70 euro in più in buste paga. Resta, però, ancora da sciogliere il nodo delle coperture economiche per il provvedimento che il cui costo supera i 2 miliardi.
RIDUZIONE CUNEO FISCALE
Sul tavolo resta una seconda ipotesi che fa riferimento ad una riduzione strutturale del cuneo fiscale-contributivo da 16 miliardi di euro, a vantaggio per due terzi dei lavoratori e per un terzo delle imprese, che porterebbe ai redditi fino a 35mila euro un beneficio fino a 1.223 euro l'anno. Per i lavoratori che guadagnano 20mila euro di retribuzione annua lorda il cuneo contributivo si ridurrebbe complessivamente di 1.048 euro, di questi 699 euro sarebbero i risparmi per il lavoratore e 349 quelli per il datore di lavoro. Per chi guadagna 30mila euro lordi l’anno il cuneo contributivo si ridurrebbe complessivamente di 1.573 euro, con un sistema a salire. Il risparmio medio per il dipendente sarebbe di 1.048 euro. Di fatto, per i redditi intorno ai 30-35 mila euro il beneficio sarebbe molto vicino al valore di una mensilità.
BONUS 200 EURO
I l bonus 200 euro contro il caro vita, previsto dal decreto Aiuti, è destinato a più della metà degli italiani, ben 31,5 milioni di persone. La platea a cui questa misura una tantum si rivolge, rientra nelle seguenti categorie: lavoratori dipendenti, inclusi gli autonomi, per i quali l’importo dell’indennità è da definire, pensionati, disoccupati, collaboratori e percettori del reddito di cittadinanza. Tutti devono, però, possedere un requisito per poter ricevere l’incentivo: percepire un reddito o una pensione inferiore ai 35mila euro lordi. Circa la metà del totale, ben 15 milioni, sono lavoratori dipendenti che provengono sia dal settore privato che da quello pubblico, stagionali o domestici, del turismo o dello spettacolo. Per ognuna di queste categorie le procedure per accedere al beneficio sono differenti.
DIPENDENTI PUBBLICI
E PRIVATI
Per i dipendenti del settore privato e che lavorano nella Pubblica amministrazione, l’aiuto economico del valore di 200 euro arriverà direttamente nella busta paga di luglio e sarà versata dal proprio datore di lavoro. Sarà compito dell'azienda o dell'ente, poi, compensare le somme attraverso l’Uniemens, la denuncia obbligatoria inviata mensilmente all’Inps dai datori di lavoro del settore privato che svolgono le funzioni di sostituti d’imposta. Due le condizioni essenziali per avere accesso alla misura: la prima è aver beneficiato per almeno un mese, da gennaio ad aprile, dello sconto dello 0,8% che, secondo la legge di Bilancio 2022, spetta a chi ha una retribuzione imponibile mensile entro i 2.692 euro . La seconda è attestare di non percepire trattamenti pensionistici o reddito di cittadinanza. È molto probabile che la dichiarazione sarà preparata dal datore di lavoro o dai consulenti dell’azienda e il lavoratore sarà tenuto soltanto a firmare il documento. Nella versione finale del decreto Aiuti è stato rimosso il conguaglio a dicembre, previsto inizialmente: non è necessario, perciò, restituire il bonus a fine anno nel caso di mancanza dei requisiti, in quanto il controllo delle somme andrà effettuato su base mensile.