Australia, Usa, Canada Il mio lungo cammino

7 Dicembre 2014

La storia di Antonio Ascenzo, partito all'età di 6 anni da Abbateggio per riunirsi al padre e ora farmacista a Toronto

Australia, Stati Uniti, Canada. Questo il lungo cammino del nostro lettore Antonio Ascenzo, partito che aveva 6 anni da Abbateggio (Pescara) per raggiungere con la famiglia il padre emigrato in Australia. Ora vive con la famiglia a Toronto.

Mi ricordo quando papà è partito per L'Australia. Avevo 5 anni. Non sapevo tutte le conseguenze che lavorare fuori comportasse, ma sapevo che con quella valigia non si ritornava presto. Mi ricordo l'abbraccio, stretto stretto e lungo. Le lacrime, e poi, chi lo sa... mi sono messo a giocare e per due anni  mio papà è diventato uno sconosciuto. La maestra di scuola, pasta e piselli, e poi i  compagni Vincenzo, Giulio, Eugenio e gli altri. Anche loro sparsi per il mondo, ma siamo ancora amici.  Mio nonno Gennaro che mi mandava a comprare una sigaretta la volta: era una scusa per darmi un gelato. Era in gamba mio nonno. L' inverno si radunavano i vicini di casa nella sua piccola cucina intorno al fuoco e lui leggeva le storielle e quando ritornava qualcuno da Pescara con un giornale, ci meravigliavamo tutti del nuovo mondo che cambiava di giorno in giorno. Si volava, si ascoltava musica sui dischi e si parlava al telefono, ma al paese la vita era semplice, spensierata. L'estate mio nonno aveva una piccola banda che girava i paesetti della provincia. Lui suonava il clarinetto e la grancassa. La musica è rimasta sempre con me.


A sei anni il mio primo viaggio sul treno, destinazione Roma; visita sanitaria per emigrare con mamma e mia sorella. Il paesaggio abruzzese rapidamente scivolava davanti a noi. Come si fa a capire il momento che uno s'innamora? Fatto stà che quel paesaggio è rimasto sempre con me.
Napoli l'ho vista una sola volta dal ponte della nave "Roma". Trenta giorni di mare bruttissimo, e poi il ricevimento da un uomo oramai sconosciuto: mio padre.

Buttato senza spiegazione in una classe di bambini pieni di dispetti, io recitavo le piccole poesie e le preghiere che mi trasportavano al mio piccolo paese così lontano. Ma qui le mie preghiere non contavano niente. Sono diventato più forte, più deciso a superare ogni ostacolo. Il sabato mattina c'era la scuola d'italiano e qui ho trovato padre Giovanni. Mi ha spinto a studiare. Mi ha spinto di essere sempre il primo nello sport, musica e negli studi. A 15 anni padre Giovanni mi ha portato davanti al preside di una scuola privata e sono diventato il primo emigrante accetato. I gesuiti sono duri ma imparziali.
A 18 anni ho ricevuto una borsa di studio che pagava per tutte le spese dello studio in medicina. Ma mio padre aveva sempre voglia di girare il mondo: ha venduto tutto e ci siamo trasferiti a New York. Il mio sogno di studiare medicina svanì. Ma negli Stati Uniti per fortuna, alla Fordham University, una grande università Gesuita, mi hanno accetato nella facoltà di farmacia. Nel frattempo la mia famiglia si era trasferita a Toronto e dopo sei anni, finiti gli studi, ho cominciato la mia carriera di farmacista in Canada. Ora ho una moglie d'oro, tre bei figli e tre nipotini. Il risultato di un viaggio che è stato un lungo cammino.
Dopo una vita dura, ma in effetti privilegiata, ora mi sento di tornare su quel treno Roma-Scafa, di avere sette anni e di rivedere quel paesaggio che mi riporta a casa.

Antonio Ascenzo

 

Gli emigrati che volessero raccontare la loro storia possono inviare i loro racconti, corredati di foto, all'email web@ilcentro.it