Auto bruciate sotto i palazzi Pettinari: c’è un collegamento

10 Novembre 2024

I sospetti del consigliere civico: «Già venti roghi, qualcuno sta lanciando una sfida alle istituzioni» Nel mirino le case popolari occupate: «Fuori i pluripregiudicati, usano quegli alloggi per spacciare» 

PESCARA. «Ci potrebbe essere un collegamento tra i roghi di auto: probabilmente c’è qualcuno che vuole lanciare un messaggio, forse una sfida alle istituzioni». Lo denuncia il consigliere comunale civico Domenico Pettinari che punta il dito: «È ora di ripulire i quartieri, sia Fontanelle che San Donato, e per farlo bisogna ripartire dagli sfratti dei pluripregiudicati che occupano una o più case popolari e le usano per spacciare la droga».
ROGHI IN SEQUENZA
Nove macchine bruciate in un mese e mezzo in via Caduti per Servizio, a Fontanelle, e in via Aldo Moro e via Rio Sparto, a San Donato; un numero che sale a venti dall’inizio del 2024. La periferia è in fiamme, ma perché? «La prima ipotesi», osserva Pettinari, «è che gli incendi di auto potrebbero essere la risposta a qualche residente perbene che ha alzato la voce per farsi rispettare anche se tra le vittime degli ultimi roghi non ci sono persone che hanno partecipato a battaglie per la legalità in periferia; sembra che qualcuno colpisca a caso e allora», osserva Pettinari, «un’altra ipotesi, più plausibile, è che qualcuno stia sfidando le istituzioni come per dire “se ci toccate, allora mettiamo a ferro e fuoco la città”. Forse», continua il consigliere, «questo avviene perché da tempo chiediamo che ripartano gli sfratti dei pluripregiudicati che occupano le case popolari destinate alle persone in graduatoria da anni».
I SOSPETTI DI PETTINARI
Pettinari insieme al consigliere Massimiliano Di Pillo e agli attivisti del suo movimento, Pettinari per l’Abruzzo, parla davanti alla sede dell’associazione Insieme per Fontanelle: all’ingresso c’è anche un ricordo del passato, l’insegna con scritto “Distaccamento della polizia municipale” e il logo del Comune. Ma da due anni non c’è più nessuno: è finito il progetto dei vigili urbani di pattuglia nei quartieri a rischio. Nelle settimane scorse, un’auto era stata incendiata anche qui: una Fiat Punto avvolta dalle fiamme nel cuore della notte. «Noi», dice Pettinari, «chiediamo che riparta la stagione degli sgomberi perché mandare via gli abusivi significa anche chiudere le piazze di spaccio: l’assessore Alfredo Cremonese ci ha assicurato presto ci saranno gli sgomberi, speriamo che sia davvero così».
ROGHI FOTOCOPIA
La scia di fuoco nella periferia era ripresa nella notte tra sabato 21 settembre e domenica 22: sotto i palazzi popolari di via Aldo Moro, quartiere San Donato, erano state bruciate tre auto. Da allora, altri incendi in sequenza, sempre tra San Donato e Fontanelle. Il comune denominatore degli episodi è che sono scoppiati tutti in piena notte, che sono partiti dal cofano delle vetture e che le macchine appartengono a persone incensurate e considerate insospettabili. «Adesso, i cittadini hanno paura che il fuoco attacchi anche i palazzi come è già successo due anni fa quando le famiglie sono state costrette a scappare di corsa con i bambini in braccio: c’è timore», dice Pettinari, «che dalle auto i roghi coinvolgano anche i tubi del gas e della corrente elettrica. E in tanti hanno paura a lasciare la macchina parcheggiata sotto le case popolari: vanno a nasconderla a un chilometro di distanza per evitare che finisca nel mirino di qualcuno e poi vanno a casa a piedi». E Pettinari chiede che fine abbia fatto la proposta del centrodestra, approvata in consiglio comunale il 28 agosto scorso, di schierare l’Esercito sulle strade di Pescara: «Vorrei sapere cosa dice il loro governo, non basta limitarsi a dire che la prefettura ha mandato gli atti del consiglio comunale al ministero della Difesa: serve una presa di posizione politica dei vertici del Comune». E Pettinari chiede di tradurre in realtà la mozione recentemente approvata sull’Osservatorio della legalità: «Adesso, non si perda tempo».