Auto elettriche nelle Ztl: primo “no” del Comune

La commissione mobilità invita sindaco e giunta ad approvare in consiglio un atto di indirizzo contro la legge che apre ai mezzi ibridi le aree pedonali
PESCARA. Un atto di indirizzo amministrativo da discutere e approvare in consiglio comunale che impegni il sindaco Marco Alessandrini e la giunta di centrosinistra a non recepire l’articolo della legge di stabilità che apre le aree pedonali e le Zone a traffico limitato alle auto ibride ed elettriche.
Lo ha stabilito ieri mattina la commissione comunale Mobilità, presieduta da Carlo Gaspari, a cui ha partecipato anche il presidente dell’associazione Fiab Pescarabici Filippo Catania. Pescara si accoda così alle proteste sollevate dai Comuni di Milano e Bologna e, a pochi giorni dall’approvazione della finanziaria, chiede al Governo di fare marcia indietro e ritirare l’articolo 103 che modifica il codice della strada e spalanca le porte a una nuova invasione delle auto nel centro città. In base alla nuova norma, infatti, le auto a propulsione elettrica o ibrida saranno libere di circolare anche nelle cinque Ztl della città e nelle altre aree riservate ai pedoni.
Inoltre, per disciplinare l’accesso delle vetture poco inquinanti e individuare le relative fasce orarie, dovranno essere emanate delle apposite ordinanze da parte dei sindaci o della giunta. «Formalmente la legge è già in vigore», ha spiegato il consigliere comunale Pd Andrea Marconi, il primo a sollevare la questione, «nonostante che la cittadinanza non ne sia ancora a conoscenza. Bisogna portare il problema all’attenzione del consiglio comunale e aprire un dibattito su una norma che rivoluziona la viabilità. Le Ztl e le aree pedonali sono nate in risposta all’inquinamento atmosferico, ma anche per salvaguardare luoghi di pregio, come ad esempio Pescara Vecchia. Invece, in questo modo torniamo indietro di trent’anni».
Gli ambientalisti riuniti nell'associazione Fiab Pescarabici si sono detti contrari al provvedimento e hanno fatto sapere, tramite Catania, di essersi attivati immediatamente per chiedere il dietrofront del Governo. I Comuni di Bologna e Milano hanno già inviato una lettera all'Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) per fare fronte comune e arrivare alla modifica della legge, mentre il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Michele Dell'Orco si è detto «pronto a rivedere la norma».
Nel frattempo, tuttavia, si temono gli effetti, primo fra tutti la pioggia di ricorsi. «Nonostante che non ci siano le ordinanze», fa notare Marconi, «paradossalmente se vengono multate auto ibride o elettriche nelle Ztl o nelle aree pedonali, l’automobilista può decidere di impugnare il provvedimento». «Non serve la disobbedienza civile», precisa il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Marcello Antonelli, «se c'è una legge, giusta o sbagliata che sia, va rispettata. Tuttavia è possibile presentare un atto di formale indirizzo in consiglio che abbia un peso dal punto di vista della gestione amministrativa. Ad esempio l'ingresso delle auto elettriche e ibride in queste aree può essere limitato soltanto ad alcune fasce orarie notturne».

