Auto in doppia fila e sulle strisce Il parcheggio in città? Una giungla

2 Marzo 2019

Molti non rispettano le regole del Codice della strada e lasciano le macchine dove è vietato fermarsi La sosta selvaggia è una costante in corso Vittorio Emanuele, via Nicola Fabrizi e via Conte di Ruvo

PESCARA. Se fosse uno sport sarebbe tra i più diffusi, a Pescara. Il parcheggio selvaggio impera, in centro e lontano dal centro. I cartelli di divieto di sosta vengono ignorati dagli automobilisti, che usano perfino la pista ciclabile di viale de Gasperi per lasciare l’auto. La doppia fila è una costante in alcune strade, prima tra tutte via Conte di Ruvo, dove il serpentone di auto lasciate a fianco a quelle parcheggiate regolarmente scorre lungo tutta la strada, senza interruzione. Scenario identico in via Venezia, specie nel tratto compreso tra via Firenze e corso Vittorio Emanuele, dove lo spazio per il transito si restringe al minimo, tra mezzi parcheggiati regolarmente ai due lati della strada e la seconda fila. Trovare un posto libero è praticamente un sogno, su questa strada, per cui c’è chi non si preoccupa affatto di fare qualche giro e lascia l’auto in curva e sulle strisce pedonali, con le quattro frecce azionate.
Anche in corso Vittorio Emanuele i mezzi parcheggiati male abbondano, in piena mattina, quando i negozi sono aperti e la priorità è raggiungerli rapidamente, senza perdere tempo e soprattutto senza pagare un centesimo. Già, perché l’area di risulta si trova davvero a due passi quindi si dovrebbe percorrere solo qualche metro in più per entrare nel maxi parcheggio davanti alla ferrovia, evitando così di contravvenire al Codice della strada. Basta fare due passi lungo il corso, nel tratto pedonalizzato e riqualificato con una pavimentazione diversa, per scorgere parecchie auto “abbandonate” ai margini della strada dai conducenti come se nulla fosse. E poco più oltre, andando a nord, dove il corso si allarga, riprende la doppia fila. Situazione identica in via Nicola Fabrizi, altra strada centralissima dove la seconda fila dei veicoli è praticamente la regola. E la circolazione non scorre granché quando sulla carreggiata sono presenti anche i mezzi che caricano e scaricano merce per le tante attività commerciali che si trovano sulla strada.
Il parcheggio incivile potrebbe diventare un ricordo del passato su viale Regina Margherita dove il cordolo a protezione della pista ciclabile, posizionato da poco, dovrebbe mantenere lontani gli incivili, visto che la presenza di mezzi in doppia fila blocca il passaggio.
Ma la sosta selvaggia non è solo un problema del centro, dove i posti auto (non a pagamento) scarseggiano rispetto al numero di auto in circolazione. Anche a Portanuova il problema è identico: in piazza Unione, sotto al palazzo della Regione, qualcuno lascia l’auto direttamente sulla piazza (riservata ai pedoni), visto che i posti a disposizione (in divieto) sono tutti occupati. E in viale d’Annunzio, dove manca la segnaletica orizzontale (lato monti) i mezzi fermi sotto al divieto di sosta aumentano nel giro di pochi minuti e in men che non si dica passano da tre a sette. Nella zona nord il livello di correttezza non aumenta granché e basti percorrere via Cavour per rendersene conto: anche qui auto e furgoni in doppia fila. Nessun timore della multa: vigili non ce ne sono, in giro. E l’inciviltà vince.
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