Auto in sosta in piazza Alessandrini? Si può

5 Giugno 2019

Il giudice di pace accoglie il ricorso di un automobilista multato dalla polizia municipale

PESCARA. Il 27 gennaio dell’anno scorso ha parcheggiato l’auto su piazza Alessandrini. Non era la prima volta, anzi era «solito farlo», non solo lui «ma anche gli altri». Per quel parcheggio sul marciapiedi ha trovato una multa sull’auto, nonostante che non ci fosse alcun cartello di divieto di sosta sulla piazza. Non essendoci alcuna giustificazione alla contravvenzione, ha deciso di fare ricorso: dapprima si è rivolto al prefetto e poi al giudice di pace (Gaetano Marano) che gli ha dato ragione. Battaglia vinta, per l’uomo, perché il verbale è stato annullato (così come l’ingiunzione del prefetto che, invece, aveva respinto la sua istanza).
È una zona che fa particolarmente gola agli automobilisti, quella in cui si è verificato l’episodio da cui è scaturito il ricorso. Il veicolo multato è stato lasciato in un «ampio spazio rialzato rispetto al piano stradale», uno spazio caratterizzato dalla presenza di fioriere, come ricostruito nel ricorso dall’avvocato Antonio Di Monte. Lì, in piazza Alessandrini, le auto vengono «normalmente lasciate in sosta». Quel giorno, fa presente, lì c’erano dei cartelli provvisori finalizzati a impedire la sosta per via dei lavori di potatura da eseguire tra le 8 e le 17 del 29 e del 30 gennaio, e quindi nei giorni successivi, non il giorno stesso. Confidando nella «prassi» ormai consolidata di parcheggiare in quel punto, non essendoci segnaletica specifica (se non per i giorni a venire) e in presenza di un passo carrabile per l’accesso, l’uomo ha lasciato il veicolo in sosta.
Ma per la polizia municipale il tratto in cui è stato eseguito il parcheggio è «un marciapiede» e lo scivolo per accedere all’area è «un semplice raccordo tra marciapiedi che agevola il passaggio di carrozzine e sedie a rotelle, mentre i divieti mobili erano posizionati sulla carreggiata adibita al transito veicolare».
Questa versione, ha fatto notare lo stesso giudice di pace, è stata smentita dalle foto presentate dall’automobilista dalle quali si capisce che lo scivolo, «per le sue dimensioni, è un vero e proprio passo carrabile apparentemente destinato a favorire l’ingresso e l’uscita dei veicoli». E «i cartelli mobili erano posizionati anche sulla piazza, cioè sul piano rialzato rispetto alla carreggiata esterna», ha sostenuto sempre Marano.
Tenendo conto di una serie di circostanze, il giudice ha escluso «la colpa» dell’automobilista che ha parcheggiato sulla piazza. E si tratta di circostanze, si legge nella sentenza, che hanno «generato e rafforzato la convinzione della liceità del parcheggio». Al fatto che le auto non venissero generalmente sanzionate in quel punto – che potrebbe essere di per sé irrilevante - si aggiungono la presenza del passo carrabile destinato al transito delle auto e la presenza dei cartelli mobili relative a determinati giorni (e non a quello della presunta infrazione).
Questi sono elementi «positivi e concreti» che hanno inciso sul comportamento dell’automobilista e sulla possibilità di incorrere in un errore (il suo è stato quindi un errore «incolpevole»). Per questo è stato accolto il ricorso – presentato dall’avvocato Di Monte - ed è stato annullato il verbale e il provvedimento del prefetto che poi l’automobilista ha impugnato ritenendo di avere ragione da vendere.
©RIPRODUZIONE RISERVATA