Auto incendiate a Pescara, si fa strada l’ipotesi della gelosia

foto di Giampiero Lattanzio

6 Gennaio 2026

Dietro i roghi dell’altra notte ci sarebbe un mandante, nel mirino anche un bar della famiglia della ex a San Donato. Ma l’esecutore in sella a uno scooter fallisce il raid

PESCARA. Anche il bar di via San Donato era nel mirino del piromane che la scorsa notte ha dato fuoco a dieci auto in sosta tra via Rigopiano e via Ciafardini. Ma fortunatamente le fiamme sono state spente in poco tempo e sulla serranda restano pochi segni del rogo. La notte tra sabato e domenica scorsi, intorno alle 3.30, il piromane è entrato in azione in sella ad uno scooter, passando prima per via Rigopiano, dove ha dato fuoco a due auto sotto al civico 88, poi in via Ciafardini dove sono state incendiate altre otto auto, di cui quattro ridotte completamente a carcassa. E il terzo bersaglio si trova in via San Donato, ma fortunatamente non è andato a segno e il locale bar adibito anche a centro scommesse non è stato distrutto. Dietro il piromane però si dovrebbe nascondere l’ordine di un mandante, un uomo già noto alle forze dell’ordine per questioni legate allo spaccio di droga e rapine.

Sul movente adesso sembra esserci un unico filo conduttore: una gelosia verso l’ex fidanzata e una relazione finita da diverso tempo che il mandante degli incendi non avrebbe accettato. Ed è su di lui che si stanno concentrando da oltre 48 ore le indagini della squadra mobile, insieme agli agenti della polizia scientifica che hanno già raccolto testimonianze fondamentali e visionato le telecamere pubbliche e private. Il cerchio si inizia a stringere. Il giorno dopo la notte d’inferno le carcasse delle auto restano parcheggiate sulle strade, al vaglio degli inquirenti che al momento non avrebbero trovato inneschi durante i rilievi. Fondamentali, però, le immagini delle telecamere di videosorveglianza delle strade e degli esercizi pubblici e privati, a partire da quelle che puntano verso la saracinesca del bar preso di mira. Tre incendi dolosi, dunque, che sarebbero riconducibili tutti a colpire l’ex fidanzata e la sua famiglia.

Gesti aggressivi e violenti che però non sarebbero nuovi alla famiglia: in passato già era accaduto che qualcuno aveva danneggiato l’auto di lei. Mai, però, un episodio così brutale e violento contro la famiglia come quello della scorsa notte con un bilancio di dieci auto danneggiate, un tentato incendio in un bar e anche i vetri di una finestra distrutti dalle fiamme delle macchine a poca distanza. Avrebbe usato uno scooter l’uomo per muoversi più velocemente tra una via e l’altra della città, scappando dagli occhi dei residenti che mano mano si svegliavano nel cuore della notte avvertiti dall’odore acre di fumo e dal fuoco. L’esecutore materiale avrebbe agito con il volto scoperto. Sono ora le indagini della polizia a ricostruire la dinamica: ciò che è certo è che i due roghi di auto e l’incendio della serranda al bar sono tutti collegati e a opera dello stesso soggetto e con lo scopo di colpire lo stesso obiettivo per motivi anche passionali.

È iniziata la conta dei danni per i proprietari delle macchine incendiate, alcune sfiorate solo dalle fiamme, altre completamente distrutte e ridotte a carcassa. L’Ater, l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale, dalla scorsa domenica si è messa in contatto con i residenti di via Rigopiano che hanno avuto danni ai loro appartamenti a causa delle fiamme. In particolare, è andata distrutta la finestra di un appartamento al primo piano del civico 88 a causa del surriscaldamento dei vetri. Danni anche alla palazzina rimasta con il muro sfregiato dalle fiamme. Ieri mattina, il Comune ha ricontato i residenti degli alloggi assicurando il ripristino delle strutture nel più breve tempo possibile.

Domani, sul posto, ci sarà anche l’assessore al Disagio sociale nelle periferie Massimiliano Pignoli per verificare la situazione e interfacciarsi con i residenti. Resta la paura nel quartiere di via Ciafardini, la zona vicina al Cimitero con villette e palazzi residenziali dove episodi del genere non si erano mai registrati. Da parte del questore Carlo Solimene sono arrivate rassicurazioni «sull’impegno della polizia, che mai abbiamo messo in dubbio dopo fatti del genere e che ha sempre prodotto risposte più che soddisfacenti», ha detto il Comune dopo gli episodi di fuoco e paura.

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