Auto, rifiuti, verde: città bocciata

29 Ottobre 2014

Pescara è in coda alla classifica di Legambiente per ecosistema urbano

PESCARA. Pescara occupa la posizione di fanalino di coda nella classifica generale di Legambiente e Sole 24 ore per Ecosistema urbano. Dal verde al traffico ai rifiuti, la città è bocciata. Il sindaco Marco Alessandrini ieri è intervenuto per indicare la strada per la risalita: «La cosa più importante riguarda il futuro, ossia le politiche efficaci per far risalire Pescara dal 98esimo posto alla posizione che merita, in breve tempo. E' evidente che ci è scivolata per non aver pensato a una mobilità sostenibile, alla raccolta differenziata, a incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici, alla realizzazione di piste ciclabili, alla riqualificazione dei parchi e alla cura delle sue aree verdi e riserve, a dare servizi capaci di migliorare la vita della sua comunità. Che la fotografia sarebbe stata brutta, lo sapevamo».

Il traffico. «Pescara deve avere una mobilità di area vasta, che tenga conto dei volumi di traffico che l'attraversano e che arrivano dai centri vicini e della qualità dell'aria in tutto il suo perimetro. Da qui, l'idea di un piano della mobilità che sia generale e guardi a tutte le zone della città in modo sostenibile e di politiche che siano in grado di stimolare l'uso di mezzi pubblici, meglio se ecologici, e le due ruote, come capita in città a noi vicinissime».

I rifiuti. «Qui la raccolta differenziata è ferma a livelli bassissimi. Una delle prime azioni operate dalla nostra amministrazione è stato proprio reperire risorse e luoghi per realizzare stazioni ecologiche che consentano di balzare al 65 per cento di raccolta in brevissimo tempo».

Aree verdi. «Abbiamo una città che ha diversi polmoni, ma dove il verde deve ritrovare una dimensione prioritaria nelle scelte dell'amministrazione: non avendo risorse stiamo cercando di esternalizzarne la manutenzione, rendendo i parchi accessibili a tutti gli utenti, anche quelli che vivono condizioni di parziale abilità».

Tecnologia. «Nelle città in cima alla classifica, l'innovazione rappresenta la componente più strategica della conquista della vivibilità. Pescara non è una smart City, ma deve diventarlo, perché la sua natura di città di servizi lo richiede e perché deve recuperare spazi e credibilità a livello europeo».