Auto rubata in via Tirino, ritrovata da due poliziotti

PESCARA. Va in farmacia per un tampone antigenico ma lascia l’automobile con le chiavi inserite nel quadro. Una disattenzione che stava per costare carissima a una mamma di 51 anni, Carla Marsili,...
PESCARA. Va in farmacia per un tampone antigenico ma lascia l’automobile con le chiavi inserite nel quadro. Una disattenzione che stava per costare carissima a una mamma di 51 anni, Carla Marsili, che ieri mattina alle 10 si è accorta che la sua Fiat 500 le era stata rubata in via Tirino. Fortunatamente la donna ha incrociato due poliziotti della squadra Volante (coordinata dal dirigente Pierpaolo Varrasso) che hanno rapidamente battuto la zona intorno al luogo del furto, fino a quando, in meno di dieci minuti, hanno ritrovato l’auto rubata abbandonata in una traversa poco lontano.
Una storia a lieto fine che la 51enne associa quasi a un dono di Natale perché, con 7 anni di rate ancora da pagare e un lavoro da operatrice socio sanitaria per portare avanti la famiglia, quell’automobile rubata avrebbe inciso non poco sul bilancio domestico. «I poliziotti sono stati due angeli», racconta con un filo di voce, «i loro nomi non li dimenticherò mai: voglio ringraziare pubblicamente l’ispettore Alessio Carafa e l’assistente capo Mauro Gentile perché hanno raccolto la mia disperazione e, in un mondo che va al rovescio, hanno dimostrato onestà, senso del dovere e umanità. Nei loro confronti provo una gratitudine immensa: avrebbero potuto sottovalutare la cosa e invece si sono immediatamente attivati per aiutarmi. È un episodio che mi fa riflettere».
È successo tutto in pochi istanti: Carla Marsili è uscita di casa per andare in farmacia visto che da circa una decina di giorni era positiva al Covid e non aveva potuto passare il Natale con la famiglia. Il tempo di accostare l’automobile, una Fiat 500 lounge, dimenticando le chiavi inserite nel quadro a poca distanza dal bar Coffee e cigarettes. Una distrazione che evidentemente è stata notata da qualcuno che, approfittando dell’assenza della donna, è salito a bordo, ha messo in moto e si è allontanato senza dare nell’occhio. «Ho iniziato a piangere, ero disperata, non sapevo cosa fare o come dirlo a mia figlia», racconta ancora, «non posso comprare un’altra auto né rinunciare ad andare al lavoro a Città Sant’Angelo. Mi è crollato il mondo addosso, per fortuna che i poliziotti me l’hanno ritrovata». (y.g.)

