«Autoclavi e niente sprechi: così salviamo l’acqua di quest’estate»

La presidente Brandelli: «Le ultime nevicate fuori stagione ci hanno rinfrancato, ma i rischi ci sono» Per questo si appella ai condomini: «Sfruttate i fondi regionali per dotare i palazzi degli impianti»
PESCARA. «Le previsioni non sono buone come quelle dell’anno scorso, ma neanche di siccità come l’estate 2021. La nevicata delle settimane scorse ci ha rinfrancato». È cauta la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli nell’anticipare quale sarà la situazione idrica che questa estate interesserà le case dei pescaresi. Con l’arrivo del caldo, e visto l’inverno anomalo, con sporadiche, per non dire quasi del tutto assenti nevicate in montagna, il rischio di rivivere l’annata nera del 2021, quando le interruzioni idriche erano all’ordine del giorno, fa preoccupare molti.
L’acqua potabile arriva dalle sorgenti, le quali si ricaricano per «infiltrazione, quando nevica», spiega l’ingegnere «e la neve si scioglie lentamente. La pioggia al contrario è un’acqua superficiale che è buona per gli utilizzi agricoli. Quando non piove per parecchio tempo le risorse a disposizione dei Consorzi di bonifica vengono a mancare e dunque si tende a prelevare l’acqua potabile per usi differenti. Quando invece piove non si ha un uso della risorsa idro potabile per motivi diversi dal potabile, e questo diventa un vantaggio indiretto anche per noi».
Se al momento l’Aca riesce a gestire la domanda, secondo Brandelli, «qualsiasi disfunzione potrebbe mandare tutto il sistema in crisi, motivo per cui abbiamo già presentato istanza all’Ersi (ente regionale del servizio idrico, ndc), per utilizzare i pozzi d’emergenza».
Una problematica in più potrebbe registrarsi nella parte nord del territorio. «Noi utilizziamo sempre 80 litri di acqua al secondo», analizza la presidente, «che compriamo dalla Ruzzo (che gestisce il servizio idrico integrato per i Comuni che fanno parte dell’ente d’ambito teramano, ndc), per alimentare la zona nord. Quest’anno però non potremo disporre di quella risorsa, perché la Ruzzo deve fare dei lavori di manutenzione al potabilizzatore, e quindi dobbiamo essere pronti a una emergenza». Ciononostante, secondo Brandelli non si ripeterà un 2021 bis per diversi motivi. Uno riguarda il fatto che l’Aca stessa ha fatto tesoro di quella esperienza e sono stati messi in campo una serie di progetti «di riparazione, di economia della risorsa idrica e di aumenti di prelievo dal Tirino», continua. «Tutti i progetti del Pnrr sono su monitoraggio e prevenzione delle perdite idriche, con l’obiettivo di recuperare, entro il 2026 il 15 per cento delle perdite. Sono lavori che non incideranno su questa estate, tuttavia, stiamo raccogliendo i frutti della esperienza del 2021. Ci siamo strutturati e stiamo cercando di presentare nel piano nazionale, dei progetti per l’utilizzo di fonti idriche oggi non usate. Dobbiamo ripristinare un impianto di potabilizzazione nella zona nord, che nel 2021 non siamo riusciti ad azionare perché siamo stati bloccati in una conferenza di servizi. Ora bisogna dare fondo a tutte le idee e le risorse che abbiamo».
Il secondo elemento che potrebbe tamponare un’eventuale crisi è il fatto che diversi condomini si sono nel frattempo dotati di autoclavi, richieste da una norma tecnica del 1996 per la conservazione delle infrastrutture e per non stressare le reti. Nel 2021, il 70 per cento dei pescaresi era sprovvisto, nonostante la legge, delle autoclavi, «che rimangono un fondamento per il corretto utilizzo della risorsa idrica», specifica.
«La legge c’è e oggi ci sono anche dei fondi regionali, per cui chi non si è preoccupato di installarle non solo ha ignorato le norme, ma anche le opportunità che la Regione Abruzzo ha creato. Anche noi dell’Aca abbiamo stanziato dei fondi, per dotare delle autoclavi le scuole che ne hanno fatto domanda. L’autoclave è sempre una misura importante perché rende non sincrono il momento tra la disponibilità dell’acqua nella rete e il momento di massima richiesta della risorsa. Se tutti ad esempio abbiamo bisogno dell’acqua alle 7 è chiaro che cade la pressione lungo la condotta. Se abbiamo delle riserve, quel meccanismo non si verifica».

