Automotive, 11 nuovi progetti con una dote di 14,5 milioni

A Santa Maria Imbaro si parla di industria e futuro con Honda, Fca, Tecnomatic, Imm e le altre Lolli: «Le risorse all’innovazione hanno portato risultati straordinari. Un modello da esportare»
SANTA MARIA IMBARO. È una piccola Silicon Valley per progetti, voglia di investire nell’innovazione e visione, ed è anche un “piccolo miracolo” di produttività e risultati in un territorio che per infrastrutture, lentezza della pubblica amministrazione e servizi è ancora legato asfitticamente alla questione meridionale. Il polo di innovazione automotive ha presentato ieri nella sede di Santa Maria Imbaro, alla presenza tra gli altri di Giuseppe Ranalli, presidente del polo; Raffaele Trivilino, direttore; Enrico Pisino, presidente del Cluster “Trasporti Italia 2020” e Giovanni Lolli, presidente vicario della Giunta Regionale d’Abruzzo, 11 progetti che parlano di investimenti, innovazione e futuro. Presenti anche gli aderenti al Polo di Innovazione Automotive (tra i quali Fca, Honda, Tecnomatic, IMM e molte delle aziende dell’indotto), che hanno presentato i risultati dei progetti – tutti già conclusi – che hanno coinvolto le aziende del settore (abruzzesi e non) impegnate nei nuovi temi dell’industria automotive e 4.0: alleggerimento dei veicoli, riduzione dei consumi e delle emissioni, miglioramento del rapporto costi/performance, sicurezza, innovazioni di prodotto e processo.
GLI INVESTIMENTI. Si tratta del risultato di un investimento di oltre 14,5 milioni di euro destinati a progetti di ricerca automotive, finanziati con fondi Par Fsc Abruzzo e Por Fesr 2014-20, e anche la prova che nell’industria che scommette sul futuro gli obiettivi si raggiungono anche nel breve termine. Molti dei progetti hanno ricadute importanti sul nuovo Ducato Fiat, il faro produttivo della Val di Sangro che macina record su record, in termini di utilizzo dei materiali, tecnologie innovative su alcuni componenti, riduzione dei consumi e aumento della sicurezza. IL PROGETTO CLIC. Come ad esempio il progetto Clic, ovvero nuovi materiali e tecnologie innovative su alcuni dei componenti della sospensione anteriore del Ducato per realizzare riduzioni di peso che consentono un’apprezzabile diminuzione delle emissioni di Co2. Oppure il progetto Sapere, per dotare di una porta laterale scorrevole elettrificata in alluminio il nuovo Ducato 2020.
TEMPRA E TUTTI GLI ALTRI. Ancora, c’è il progetto Tempra, per ridurre lo spessore delle parti in acciaio dei veicoli e ridurne il peso senza intaccarne le prestazioni. Ci sono anche i progetti Tur, Instant e NanoPrePaint che guardano al Ducato del futuro, ma ce ne sono anche altri che potranno avere una notevole ricaduta sul territorio in termini occupazionali, produttivi e di rafforzamento dell’intera filiera. Il PremiumHelmet è ad esempio una linea di caschi, dalla foggia che ricorda un film di fantascienza, realizzati con materiali compositi e nuove tecnologie per il miglioramento del rapporto tra prestazioni, qualità, pesi e costi. Parola d’ordine per tutte le idee che si son fatte concrete in appena quattro anni, è sempre il binomio qualità e prestazione con il comune denominatore del basso impatto ambientale.
RISULTATI STRAORDINARI. «Aver destinato risorse importanti per l’innovazione», ha concluso Lolli, « ha prodotto risultati straordinari. Come ad esempio il fatto che l’Abruzzo è la quarta regione in Italia su cui investe Fca (Fiat-Chrylser). Questo e tutti gli altri risultati raggiunti nell’automotive fanno di questo territorio il cuore produttivo della nostra regione. E si possono esportare anche esempi positivi, come il fatto di aver coinvolto con successo non solo le multinazionali, ma anche le piccole imprese».

