Autostrada: reti tagliate per far entrare i cinghiali

22 Marzo 2024

A24 e A25, tre scontri in pochi giorni: Strada dei Parchi presenta denuncia alla polizia

AVEZZANO. Reti di protezione tagliate con le cesoie. Dietro gli ultimi incidenti che hanno coinvolto auto e cinghiali sui tratti autostradali che collegano l’Abruzzo alla capitale si fa strada il sospetto inquietante del sabotaggio.
Strada dei Parchi, la società che da gennaio ha riavuto in concessione l’A24 e l’A25, ha sporto immediatamente denuncia alla Polizia Stradale di Avezzano. Le indagini sono partite. Dall’inizio di questa settimana due diversi incidenti si sono verificati, a poca distanza tra di loro, sull’autostrada A25, tra gli svincoli di Magliano de’ Marsi e Avezzano.
Entrambi sono stati innescati dall’attraversamento di branchi di cinghiali, per fortuna senza conseguenze fisiche per gli automobilisti coinvolti. Questo dopo che, appena lo scorso sabato notte, un altro investimento di cinghiali ha mandato in fiamme un’autovettura gpl sulla A24, nel tratto teramano, un focolaio prontamente estinto dalla squadra antincendio di SdP.
L’ultimo impatto terribile di questa serie si è verificato mercoledì 20, poco prima delle 19, sul rettilineo che attraversa Cappelle dei Marsi in direzione Chieti-Pescara, al km 85,3 della A25. Meno di 24 ore prima, nella notte, altre due vetture hanno investito simultaneamente due cinghiali di un branco in transito sulla stessa carreggiata, nei pressi dell’uscita per Avezzano, questa volta al km 87,8. Ma dai controlli eseguiti alla luce del giorno è emerso che la rete standard presente in prossimità del punto d’impatto ai margini della carreggiata erano state tagliate. Un varco identico e simmetrico è stato scoperto sulla carreggiata opposta. Parte da qui l’ipotesi più inquietante del sabotaggio.
L’invito alla cautela per gli utenti in viaggio, non solo sulle autostrade A24 e A25, in questi giorni di risveglio della fauna selvatica è obbligato e scontato. Ma è altrettanto scontato che, per un’autostrada che lambisce tre Parchi nazionali e tre Parchi regionali, questo invito non può essere ritenuto sufficiente. Per questo Strada dei Parchi, già dal luglio 2021 aveva progettato con l’ente Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise delle nuove reti speciali a maglia differenziata e alte oltre 2 metri, per prevenire le intrusioni da parte della fauna di ogni grandezza e specie.
Il progetto, per un importo complessivo di circa 80 milioni di euro, era stato già avviato con un primo investimento di Strada dei Parchi di 1,3 milioni, prima della revoca della concessione, e concluso per i primi 4 km durante la gestione Anas, nel tratto di A25 vicino Carrito. Il precedente Commissario straordinario, Maurizio Gentile, si era detto peraltro pronto a finanziare l’intera opera, dopo una revisione della progettazione da parte della struttura commissariale. Ma il nuovo Commissario, Marco Corsini, ha ritenuto diversamente, escludendo le reti già progettate per un primo lotto di circa 100 km dalle competenze della sua struttura, che dovrà occuparsi esclusivamente dell’adeguamento antisismico dei viadotti. E qui si arriva al secondo tema di sicurezza. Nonostante l’adeguamento antisismico dei viadotti delle due autostrade sia stata già previsto e ratificato dal Parlamento nella legge di Stabilità del 2013 e nonostante che, nel frattempo, si siano succeduti due commissari straordinari ad acta per sanare gli inadempimenti del ministero concedente, la messa in sicurezza delle due autostrade non è ancora cominciata.
Il commissario Corsini ha messo a gara i primi sei stralci, per circa 700 milioni di euro, sui complessivi sei miliardi di lavori già previsti dal precedente Commissario che, con il caro materiali degli ultimi anni, potrebbero salire a 10 miliardi. Mentre Anas, che ha gestito le due autostrade per 18 mesi, incassando per intero i pedaggi con avanzi di gestione perché libera da canoni di concessione, non è riuscita a sbloccare l’impasse. E ora Strada dei Parchi, reintegrata a gennaio con un Piano economico a zero investimenti (senza manutenzioni straordinarie, ma con un elevato incremento di quelle ordinarie) resta con le mani legate in tema di messa in sicurezza antisismica. Così come è accaduto per le nuove reti che ha progettato. In questo quadro preoccupante, le due autostrade e tanti utenti che le percorrono devono fare i conti, ogni giorno, con l’insicurezza, la paura, i cinghiali che spuntano all’improvviso e le reti di protezione aperte con le cesoie.
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