Autostrade a Toto, sì del Senato Ma nell’aula scoppia lo scontro

La lite tra Liris e Di Girolamo sui pedaggi costringe il presidente a sospendere la seduta
PESCARA. A24 e A25 tornano a Carlo Toto. Ma nell’aula di Palazzo Madama scoppia uno scontro politico, feroce e di marca abruzzese, tra i senatori Guido Liris, di Fratelli d’Italia, e Gabriella Di Girolamo, del Movimento 5 Stelle, che costringe la presidente di turno, la dem Anna Rossomando, a intervenire sospendendo la seduta.
La partita delle autostrade abruzzesi si è comunque chiusa ieri pomeriggio quando il Senato ha dato il via libera al decreto Anticipi. Il provvedimento, che contiene l’emendamento a favore di Strada dei Parchi (l’articolo è il 14 bis) ed è collegato alla legge di bilancio, ha avuto 87 voti favorevoli, 46 contrari e nessun astenuto. Ora dovrà passare alla Camera, dove però arriverà blindata, per l'approvazione e la conversione in legge entro il 17 dicembre.
Strada dei Parchi, società del Gruppo Toto, riavrà dal primo gennaio 2024 la concessione delle autostrade A24 e A25, rinunciando a tutti i giudizi pendenti e non solo a questi. La società dell’imprenditore teatino Toto otterrà 500 milioni di euro (250 erogati entro il 2023 e 250 nel 2024) e la compensazione dei debiti nei confronti dell’uscente Anas, stimati in circa un miliardo di euro, ma dovrà mettere una pietra tombale sulla richiesta di risarcimento stabilita in circa 2,3 miliardi di euro.
Sdp e Ministero della Infrastrutture e Trasporti, cioè concessionario rimesso in sella e concedente, dovranno inoltre sottoscrivere un nuovo Piano economico e finanziario (Pef) che preveda «l'invarianza dei livelli tariffari rispetto a quelli applicati al 31 dicembre 2017 per l'intero periodo residuo della concessione». Che in altre parole significa nessun aumento dei pedaggi fino al 2032. Infine l’accordo comporta «l'inserimento di una spesa annua pari a 40 milioni di euro, a carico di Strada dei Parchi, per manutenzioni ordinarie, quantificata al fine di innalzare ulteriormente il livello di sicurezza delle infrastrutture».
Tutto ciò è potuto avvenire grazie a un emendamento al decreto Anticipi voluto da Fratelli d’Italia e condiviso da Forza Italia e Lega, che permetterà a Strada dei Parchi di tornare in bonis e ai lavoratori di salvare il posto, mentre lo Stato scongiura il rischio concreto di dover pagare ulteriori danni per 5 miliardi di euro.
Nell’intervento in aula, Liris, sottolineava questi passaggi mentre, dai banchi dell’opposizione, Di Girolamo lo contestava in modo vivace per l’assenza nella norma di vantaggi maggiori per gli utenti delle due autostrade. A fine seduta, i due senatori hanno diffuso delle note.
«La decisione di riconsegnare al Gruppo Toto la gestione di A24 e A25 è di buon senso e pone lo Stato al riparo da azioni legali che per le casse pubbliche avrebbero potuto comportare risarcimenti di svariati miliardi di euro, anziché i 500 milioni della transazione. Con l’emendamento al decreto Anticipi risolviamo un problema creato dal precedente governo tutelando 1.700 posti di lavoro e bloccando i pedaggi fino al 2032», afferma Liris affiancato dal collega di partito Etel Sigismondi. «In questo contesto prosegue l’interlocuzione con i sindaci», dicono i due senatori, «nel cui tavolo di confronto si è più volte affrontato il tema delle tariffe e della gestione delle autostrade in modo del tutto pragmatico e senza derive ideologiche, come invece è avvenuto in parlamento da parte di forze politiche che, nonostante siano responsabili del vicolo cieco in cui ci avevano condotto, oggi pretendono di fare la morale. Dal precedente governo sono state assunte decisioni così poco ortodosse verso la società concessionaria da mettere a repentaglio i dipendenti e le casse dello Stato, che ha perso due volte in sede giudiziaria».
Così concludono Liris e Sigismondi che definiscono «frutto di un’onda emotiva le proposte di soluzione che arrivano oggi da una parte dell’opposizione, ieri artefice della scellerata scelta, che sembrano del tutto frutto di analfabetismo istituzionale».
Chiamata in causa, la senatrice Di Girolamo ribatte puntualizzando la posizione dei 5 Stelle: «Questo è il governo delle fughe in avanti e delle meste retromarce», esordisce, «ora che la gestione di A24-A25 tornerà a Strada dei Parchi, volevamo impegnare il governo a prevedere un meccanismo di esenzione dai pedaggi per tutti quei pendolari che ogni giorno percorrono la tratta da e per la capitale. Il nostro odg», sottolinea Di Girolamo, «fa il paio con la medesima richiesta fatta nell’agosto 2022 dall’attuale ministro Lollobrigida ai tempi del governo Draghi. Ebbene: ciò che Fdi chiedeva con forza un anno e mezzo fa, ora non va più bene. Dall’opposizione il partito della Meloni chiedeva alla maggioranza di aiutare i pendolari. Adesso che Fdi è a sua volta maggioranza, si rimangia tutto. Siamo alla farsa totale», afferma la senatrice, «aggravata dalla porta sbattuta in faccia ai sindaci dei Comuni di Abruzzo e Lazio interessati dalla tratta, nei confronti dei quali il centrodestra si è sempre speso con strombazzanti proclami. Il tavolo con loro ora verrà soppresso: una bega in meno per l’entourage meloniano».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

