Autostrade: ai soci 4,8 miliardi
In cinque anni i dividendi sono stati il doppio delle spese per la manutenzione
MILANO. Assegni per 4,8 miliardi di euro staccati agli azionisti a fronte di 2,1 miliardi di euro di costi sostenuti per la manutenzione di una rete autostradale in gestione lunga 3.020 chilometri. Mentre su Autostrade per l'Italia (Aspi) infuria la bufera politica, con il gestore accusato dal governo di essere responsabile del crollo del Ponte Morandi, i bilanci del gruppo dell'ultimo quinquennio confermano la fama di «gallina dalle uova d'oro» della concessionaria, capace di sfornare utili cumulati, a livello civilistico, per 4,05 miliardi di euro e pagare dividendi addirittura superiori, andando anche ad attingere alle riserve.
Il bilancio del gruppo controllato da Atlantia (che nel 2017 ha ceduto il 12% di Aspi ad alcuni fondi esteri per 1,7 miliardi di euro) dà conto degli interventi «per manutenzione, sicurezza e viabilità della rete in concessione» sostenuti ogni anno. Si tratta di una voce diversa dal miliardo di investimenti annui che la famiglia Benetton e Autostrade rivendicano di aver fatto nell'ultimo decennio ma che offre un'idea precisa di quanto speso dal gestore per mantenere la rete in condizioni di sicurezza.
Ebbene tra il 2013 e il 2017 le spese sostenute sono state di poco superiori ai 400 milioni di euro annui, con un picco di 444 milioni lo scorso anno (pari a 147 mila euro per chilometro) e un minimo di 401 milioni nel 2014. La relazione del Ministero dei Trasporti sull'attività di vigilanza sulle autostrade riconosce ad Aspi di aver eseguito il 102% delle spese di manutenzione previste nei piani finanziari nel periodo 2008-2016, con investimenti complessivi nei 9 anni per 2,47 miliardi (dato che non include le spese in sicurezza e viabilità). A fronte di questi stanziamenti il gruppo guidato dell'a.d Giovanni Castellucci ha distribuito al socio Atlantia, controllato dalla famiglia Benetton attraverso una catena di controllo che si ferma a Treviso, in Italia, un ammontare più che doppio di dividendi. Negli ultimi due anni tutto l'utile civilistico, pari a quasi 1,6 miliardi di euro (958 milioni nel 2017 e 619 nel 2016), è affluito ai piani alti. Come se non bastasse l'assemblea di Autostrade ha autorizzato all'inizio del 2017 la distribuzione di 1,1 miliardi di riserve, portando il saldo del biennio a 2,7 miliardi e quello del quinquennio a 4,8 miliardi.

