«Autovelox come bancomat» Impianti al vaglio di un esperto

22 Febbraio 2022

Il Pd si rivolge a Spaziani, ex ufficiale dei vigili di di Roma, per valutare la regolarità degli apparecchi Nel mirino Pianella, Cepagatti, Manoppello, Scafa, Bussi e Catignano. Blasioli: «Non si fa cassa così»

PIANELLA. Scende in campo un esperto per scoprire cosa non va degli autovelox e degli apparecchi T-Red installati in provincia che spesso sembrano solo dei «bancomat, strumenti con cui i Comuni fanno cassa» e non dei «sistemi per garantire la sicurezza stradale», denuncia il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli. Il consulente chiamato in causa da Blasioli e da alcuni amministratori della provincia è Carlo Spaziani, che è stato ufficiale della polizia locale di Roma Capitale (in pensione dal 2008). Ieri è arrivato a Pescara per incontrarli tutti e studiare gli apparecchi installati in provincia, compreso quello di Cepagatti, per rilevare eventuali «illegittimità». Poi «chiederemo un incontro con il prefetto Giancarlo Di Vincenzo affinché «si prendano provvedimenti», se qualcosa non va, oppure si considerino certi aspetti «per le future installazioni», ha detto Blasioli che vuole «informare i comuni degli errori».
MANOPPELLO Il primo caso esaminato da Spaziani è quello di Manoppello dove «l’autovelox si trova a poche decine di metri dagli incroci, sia per chi arriva da Pescara sia per chi arriva da Roma», nonostante che sia prevista la distanza di un chilometro.
SCAFA Per il consigliere comunale e provinciale Gianni Chiacchia l’irregolarità a Scafa è palese perché «non ci sono stati incidenti, per cui l’installazione in quel punto è ingiustificata» (e invece è fondamentale l’incidentalità degli ultimi 5 anni). I verbali sono stati 12mila, per un milione e 300mila «e, nonostante si dica che l’utilizzo è stato sospeso, la stessa somma è prevista anche dal 2022 al 2024. Quindi, dopo le elezioni l’apparecchio tornerà in funzione», ha sostenuto Chiacchia segnalando «il mancato utilizzo degli incassi delle multe per la sicurezza stradale».
PIANELLA Numero limitato di incidenti («sono stati 3») a Pianella, come ribadito dal consigliere Gianni Filippone, promotore di una battaglia contro l’autovelox che lo ha portato a «scrivere a tutti gli enti e a partecipare a un incontro in prefettura». Ora si augura che «il problema si risolva». Proprio a Pianella «poche settimana fa, dopo multe per due milioni di euro, sono arrivati i segnalatori elettronici», ha detto un altro consigliere, Denis Sposo, ma intanto «il comune ha subito un danno di immagine, e sui social sono nati dei gruppi per boicottare Pianella».
BUSSI «È chiaro che i comuni non si sono posti il problema della sicurezza», ha denunciato Pino De Dominicis, consigliere a Bussi, sottolineando che «nel triennio sono previsti introiti, con l’autovelox, per 4 milioni e 500mila euro, a fronte di 2.500 abitanti. Quanto di queste somme è stato destinato alla sicurezza stradale, ad esempio a un piano di educazione?», si è chiesto. Il consigliere ha poi bocciato la gestione delle multe, «inviate a gruppi di 4-5 a famiglia».
CATIGNANO Francesco Lattanzio, ex sindaco di Catignano e ora consigliere, ha «sempre lavorato per migliorare la viabilità. Ma ora è diverso. Se parto da Catignano incontro un autovelox nel mio paese, gli altri a Nocciano, Rosciano, Cepagatti, Spoltore e Pescara. È una giungla, così si creano disagi ai cittadini e si provoca la morte di una provincia. Mi auguro che questa battaglia arrivi a Roma».
PESCARA A Pescara l’autovelox in via di Sotto e a Colle Renazzo non c’è più «ma dopo quella tassa occulta ne è arrivata un’altra, con l’aumento del prezzo dei parcheggi a pagamento», ha detto il consigliere Pietro Giampietro. E «l’intenzione di tassare i cittadini emerge dagli appelli del Comune alle sentenze del giudice di pace che davano ragione agli automobilisti», ha fatto notare Francesco Pagnanelli.