Autovelox, una sentenza blocca le multe

28 Giugno 2019

La Cassazione: nulle le sanzioni elevate in strade di città senza banchina e non contestate dagli agenti

PESCARA . Le multe elevate con gli autovelox fissi su strade urbane prive di banchina possono essere annullate se non vengono contestate immediatamente dalle forze dell’ordine. E per poter ricevere la contestazione c’è bisogno di uno spazio fisico, la banchina, per arrestare in sicurezza l’auto. A ridare speranza agli automobilisti che si sono visti immortalare in città dall’autovelox, è la Corte di Cassazione con la sentenza numero 16622 depositata il 20 giugno scorso. Una sentenza grazie alla quale gli automobilisti sanzionati da autovelox fissi su strade con le caratteristiche in parola, potranno chiedere l’annullamento delle multe.
I giudici hanno stabilito con estrema chiarezza qual è il discrimine, ed è tutto nelle caratteristiche delle strade. Ad autorizzare l’installazione degli autovelox nelle strade urbane è un decreto del prefetto. «Sulle autostrade e strade extraurbane», scrivono invece i giudici nella sentenza, «i principali gli organi di polizia stradale possono utilizzare o installare dispositivi o mezzi tecnici di controllo del traffico - secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno e sentito il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti».
Il provvedimento prefettizio, tuttavia, «deve essere adottato in presenza dei requisiti dettati dalla legge, non potendo il Prefetto fare riferimento a criteri diversi da quelli previsti dal codice della strada». E qui entra in gioco la banchina, vale a dire quella parte di strada esterna alla carreggiata che può essere anche usata dai veicoli per particolari esigenze di sosta o di emergenza.
Bene, se la strada urbana non ha la banchina, dice la Cassazione, il provvedimento del prefetto che ha autorizzato l’installazione dell’autovelox su postazione fissa è privo di efficacia. Anzi, più precisamente, è da «considerarsi illegittimo - e, pertanto, disapplicabile nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa», se la strada urbana non ha abbia tutte le caratteristiche minime richieste dall’articolo 2 del codice della Strada.
I giudici della seconda sezione civile della Cassazione, per questo motivo, hanno accolto due dei tre motivi di ricorso avanzati da un automobilista sanzionato dall’autovelox, rimettendo la questione al tribunale di primo grado che dovrà rivedere il precedente pronunciamento. (a.bag.)
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