«Avevamo rimosso gli alberi l’infiltrazione era invisibile»

PESCARA. Per due volte, i tecnici del Comune si sono recati nella scuola dell’infanzia Bruno Munari senza notare che, nella mensa, l’acqua si era infiltrata nel controsoffito i cui pannelli si sono...
PESCARA. Per due volte, i tecnici del Comune si sono recati nella scuola dell’infanzia Bruno Munari senza notare che, nella mensa, l’acqua si era infiltrata nel controsoffito i cui pannelli si sono staccati, fortunatamente, quando la scuola era chiusa. Ma se dentro la mensa ci fossero stati i bambini?
A spiegare il perché di questa “svista” è l’ingegnere Marco Polce del settore manutenzione del Comune che si occupa della verifica statica degli edifici scolastici.
Ingegnere, che cos’è accaduto nella scuola di via Anelli?
«Le doghe del controsoffitto si sono inumidite e sono cadute. Non è stato a causa di una grande infiltrazione ma a causa della pioggia caduta abbondante e non c’è copertura che tenga a eventi di questa portata. Nella scuola Munari si è trattato di una minima infiltrazione d’acqua. In linea generale, credo che i controsoffitti si dovrebbero evitare negli ambienti dove ci sono i bambini anche se vengono messi per eliminare i rumori».
Come mai, nonostante due sopralluoghi nell’asilo di San Silvestro spiaggia, non avete notato l’infiltrazione?
«Abbiamo fatto due sopralluoghi, uno giovedì e uno venerdì. Ma quelle doghe non erano visibili e, nelle scorse settimane, c’era stata una segnalazione che riguardava un’altra zona della scuola».
Che cos’era emerso dai sopralluoghi?
«Un problema legato soprattutto agli alberi e agli aghi dei pini. Infiltrazioni di acqua dovute ai bocchettoni tappati dagli aghi dei pini che, per questo motivo, domenica mattina sono stati rimossi per evitare un intasamento continuo. Ma i tecnici che hanno ispezionato la scuola non hanno visto quelle doghe imbevute d’acqua, non è stato rilevato nulla. La pioggia caduta abbondante è stata trattenuta e, poi, è stata restituita durante la notte. Ma durante i sopralluoghi non è stato possibile vedere quella microinfiltrazione. Neanche il professionista che è stato lì con lo strumento termografico ha rilevato qualcosa».
Dice che non era visibile, allora come si fa a evitare che si verifichino sorprese?
«Il controsoffitto è stato realizzato per insonorizzare e ne stiamo montando un altro con un materiale che non è soggetto a queste problematiche. Il principio è che i controsoffitti evitano di poter ispezionare lo stato dei soffitti, quindi bisogna studiare soluzioni alternative. Adesso, abbiamo commissionato delle verifiche sulla tenuta di tutti gli intonaci delle scuole con strumenti termografici». (p.au.)
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