Avvio dei saldi, negozianti delusi: «La gente ha paura di spendere»

Prima giornata di vendite a prezzi ridotti, il bilancio tracciato dai commercianti risulta negativo «Strade piene ed esercizi aperti di sera, ma gli incassi sono stati inferiori del 40% rispetto al 2019»
PESCARA. Strade piene e negozi semivuoti: è l’immagine della giornata di sabato, la prima con i saldi tanto attesi. Il bilancio dei commercianti, seppure ancora approssimativo, risulta negativo. «Il peggiore avvio delle vendite di fine stagione degli ultimi anni», sentenziano gli esercenti delusi.
Gli acquisti sono calati addirittura del 40 per cento rispetto all’anno scorso, secondo le prime stime. E una spiegazione di questo risultato negativo arriva dal presidente della Confesercenti Raffaele Fava. «La gente ha paura di spendere», sostiene. Gli fa eco il presidente della Confcommercio Franco Danelli. «Di gente in giro ce n’era molta ieri (sabato, ndr), soprattutto in centro e sulla riviera», afferma, «ma si è recata nei ristoranti e nelle gelaterie».
«La prima giornata di saldi non è andata molto bene», conferma Fava, «è stato, forse, il giorno dei saldi più brutto degli ultimi anni. La gente non ha né voglia di comprare e né di spendere. Siamo al 30-40 per cento di incassi in meno rispetto al primo giorno di saldi dell’anno scorso. La gente ha meno soldi, ma ha soprattutto paura di spendere in questo periodo reso difficile dall’emergenza Covid e dalla crisi economica. L’incertezza che si registra in giro crea questa condizione di confusione e malumore».
I negozianti, dunque, speravano in un risultato migliore. Tra l’altro, sabato sera, la gran parte degli esercizi è rimasta aperta, a differenza di venerdì dove in molti hanno preferito chiudere le saracinesche alle 20, nonostante fosse stata organizzata la Notte dei saldi dal Comune e dalle associazioni di categoria. «Venerdì diversi negozi non hanno aperto perché c’è stata poca informazione», spiega Fava, «invece ieri (sabato) in centro sono rimasti quasi tutti aperti fino a mezzanotte».
Simile il bilancio tracciato anche dal presidente di Federmoda-Confcommercio Enzo D’Ottaviantonio. «Si sono registrati due problemi», precisa, «primo, il grande caldo che ha tenuto lontano dai negozi durante la giornata tantissime persone. Poi, i saldi che sono partiti in ritardo rispetto agli altri anni, ma si potevano fare vendite promozionali da inizio luglio e fino ad un giorno prima dall’avvio delle vendite di fine stagione. Di fatto, la stragrande maggioranza dei commercianti ha riaperto con gli sconti nel post Covid. Quindi, è venuto meno anche l’effetto saldo, perché gli sconti erano già partiti molto prima. Da luglio siamo stati quasi tutti in vendita promozionale, poi trasformata dal primo agosto in saldo». «Un conto, quindi, è aspettare i saldi», prosegue D’Ottaviantonio, «un conto, invece, è prolungare una vendita promozionale che poi diventa saldo, per cui l’effetto sconto è stato vanificato da questo e dal gran caldo. Ieri sera (sabato), c’era gente in strada, contrariamente a venerdì quando molti negozi sono rimasti chiusi». «Comunque», sottolinea il presidente di Federmoda, «non siamo nemmeno lontanamente in linea con le vendite registrate l’anno scorso all’avvio dei saldi. Faccio poi notare che la Regione è una delle poche in Italia che ha liberalizzato le vendite promozionali prima dei saldi. Quindi, è venuto meno il divieto, in passato in vigore nei 30 giorni antecedenti gli sconti, per cui c’è, di fatto, una vendita promozionale continua».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

