Avvocatessa di Chieti nell'inferno di Berlino: "Quel tir nero sbucato dal nulla, poi la strage"

La testimonianza della teatina Del Grosso: "Ero a pochi metri dallo schianto". Le reazioni degli altri abruzzesi nella capitale tedesca: il montoriese Di Pietro ammennte che "ora c’è paura", mentre la rosetana Collevecchio vuole sfogare la sua "rabbia"
PESCARA. Berlino, zona Charlottenburg. In Breitscheidplatz, la piazza vicino alla Kaiser Wilhelm Gedächtniskirche, durante l’attentato terroristico che lunedì sera ha mietuto 12 vittime e causato 48 feriti, c’era anche l’avvocatessa di Chieti Valentina Del Grosso. Sta bene, a lei non è accaduto nulla.
Sgomento e paura. Si trova ancora nella capitale tedesca, lì voleva passare qualche giorno di vacanza. Ma disguidi tecnici non le hanno permesso di tornare a casa. E così ha avvisato i collaboratori del suo studio, probabilmente riuscirà a rientrare in Italia fra qualche giorno. Subito dopo l’attentato tanta la confusione per la strada, in mezzo al panico generale scoppiato nella zona dei mercatini di Natale più famosa di Berlino. «Eravamo a visitare la zona dei mercatini, vicino alla chiesa Del Ricordo - racconta -. Ho visto sbucare un tir nero a tutta velocità che si dirigeva verso Breitscheidplatz. Invece di proseguire sul tratto di strada in curva, il tir ha tirato dritto schiantandosi sul mercato di Natale». Sgomento e terrore. «Mi sono spaventata. Per fortuna non sono stata direttamente coinvolta, ma comunque mi trovavo vicino a dove è avvenuto lo schianto insieme a degli amici - prosegue l’avvocatessa -. È scoppiato il panico generale e un grande stupore. Poi il fuggi fuggi di massa in mezzo ai tavolini all'aperto, caduti a terra. Siamo scappati e ci siamo rifugiati in un chiosco».
Attacco inatteso. Intanto le sirene dei mezzi di soccorso e della polizia hanno iniziato a risuonare illuminando la notte. «Nel giro di 15 minuti sono accorse le forze dell’ordine e hanno blindato la zona, ci siamo ritrovati subito protetti. Un’efficienza e una prontezza incredibili», continua Del Grosso. Un attentato senza preavviso che nessuno si sarebbe mai potuto aspettare. «Charlottenburg, come tutta Berlino soprattutto in questo periodo dell’anno, trasmette un senso di assoluta serenità - ammette -. Un’aria natalizia che si respira in ogni via». Ma come stanno reagendo a Berlino? «Non c'è esasperazione. Di sicuro nessuno ha pensato che una cosa del genere fosse possibile e nessuno ha capito cosa stesse realmente succedendo in quei minuti - spiega ancora l’avvocatessa di Chieti -. Di certo, i berlinesi stanno vivendo il dolore per la vicenda in modo molto personale. Anche la polizia è molto riservata sugli sviluppi». Il giorno dopo la capitale tedesca prova a rimettersi in piedi. «Il clima, nonostante tutto, è sereno. Proprio due giorni fa mi complimentavo per la serenità che si respira. Una cosa simile era inimmaginabile».
Berlino va avanti. Altre testimonianze dalla Berlino riunificata arrivano anche dalla provincia di Teramo. «Berlino ha un'aria diversa oggi, la gente è scossa, c'è silenzio, tensione e tanta tristezza», racconta Fabio Di Pietro, un ragazzo di Montorio che da tre anni vive e lavora come cameriere nella città tedesca. «Oggi è un giorno diverso», afferma dopo l’attentato al mercatino di Natale di lunedì sera. «Io abito nella zona dov’è accaduta la tragedia, la strada è ancora bloccata, il mercatino chiuso e tutto intorno solo silenzio - continua -. La città va avanti, ma c’è paura. Ero al lavoro e ho appreso la triste notizia su Facebook e sono iniziati ad arrivarmi i messaggi dai miei amici, molti dei quali italiani che vivono qui. Subito ho chiamato la mia fidanzata, anche lei italiana, per sincerarmi che stesse bene, e i miei genitori e mio fratello in Italia per rassicurarli». Improvvisamente la paura ha preso il sopravvento. «Il ristorante si è svuotato e avevo paura di prendere la metro per tornare a casa, ma alla fine ho voluto fare la strada di sempre - ammette -. Berlino è una città multiculturale e pacifica, è una capitale sicura, ma ora dovremo fare molta attenzione». Fabio trascorrerà le feste con la fidanzata nella Berlino ferita che lo ha accolto e gli ha dato un lavoro e una casa. Di tornare in Italia, per adesso, non se ne parla. «Resteremo qui, ora a maggior ragione - conclude -. Vorrei tornare nel mio paese, ma la situazione italiana non è facile e io non ho fiducia».
Giornata folle. La sera della folle mattanza, anche due rosetane erano a Berlino. Barbara Collevecchio, psicologa e blogger rosetana, vive nella capitale tedesca da due anni. Oggi la raggiungerà il figlio per trascorrere insieme il Natale. «Io vivo dalla parte opposta del luogo dell’attentato, in un quartiere pieno di musulmani - racconta -. Al mercatino dovevo andarci il giorno prima ma mi si erano rotti gli occhiali. Sono arrabbiata perché questa è una città libera e accogliente ma vogliono spaventarci e renderci il quotidiano difficile. Berlino rimarrà una città solidale e accogliente: non ci faremo spaventare e lotteremo contro i razzisti». L’altra rosetana, invece, si trovava in città per una vacanza con la famiglia e preferisce restare anonima: «Mi trovavo nel mercatino nel pomeriggio e sono andata via poco prima dell'attentato. Quando è accaduto il fatto ero in metropolitana e appena uscita ho notato che c’erano poliziotti con i mitra e una calma anomala per una città». Con lei il destino è stato clemente.
Federico Centola, Adele Di Feliciantonio, Edoardo Raimondi

