Avvocati al voto: ecco le nostre priorità

27 Febbraio 2019

Due schieramenti e quattro candidati autonomi per un totale di 29 aspiranti: sono 15 i posti da ricoprire nell’Ordine

PESCARA. Il primo presidente donna dell’Ordine degli avvocati di Pescara potrebbe avere il volto di Maria Croce. Ma solo se i dieci consiglieri che si riconoscono nella lista “Avvocati e futuro” riusciranno ad avere la meglio e a far passare la loro linea, inserendosi sulla scia della rappresentanza in rosa del Foro dopo le nomine della presidente della Corte d’Appello dell’Aquila Fabrizia Ida Francabandera e poi della presidente del Tribunale penale di Pescara Michela Di Fine. Maria Croce ha 50 anni e negli ultimi 23 si è occupata di diritto civile, diritto penale, diritto di famiglia, aste giudiziarie, sinistri stradali, diritto assicurativo, sfratti, eredità, affidamenti e risarcimento danni. Alle elezioni per il rinnovo del consiglio dell’Ordine è inserita nel gruppo di cui fanno parte anche gli avvocati Manuela Cinquegrana, Valentina Corcione, Alba Ronca, Claudia Tambone, Antonello Salce, Stefano Sassano, Remo Giovannetti, Luca Caramanico e Alessio Di Carlo.
Avvocato Croce, quale potrebbe essere il valore aggiunto di una donna alla guida del foro pescarese?
«Sarebbe una bellissima e grandissima novità, specie in questo periodo storico dopo altre due donne divenute presidenti della Corte d’Appello e del Tribunale penale di Pescara. La prima presidente donna dell’Ordine forense rappresenterebbe sicuramente un’apertura. Personalmente mi gratifica molto essere stata indicata dai colleghi che in questi giorni mi hanno manifestato il loro appoggio, non pensavo di avere una tale stima e riconoscimento».
Che cosa si aspetta da queste elezioni?
«Il mio auspicio è che queste elezioni possano consegnare al foro di Pescara un consiglio rinnovato, che sia in grado di affrontare con lo spirito giusto le nuove sfide della professione che la giurisprudenza e le ultime novità legislative impongono di affrontare. L’obiettivo per la categoria è di essere sempre al passo con i tempi ed essere aperti alle innovazioni, come il processo telematico che è già partito nel civile e nel settore delle esecuzioni immobiliari e presto si dice che possa diventare realtà anche nel penale».
Secondo lei, su che cosa bisogna intervenire?
«Innanzitutto è necessario formare e dare spazio ai giovani, perché gli avvocati passano, ma il tribunale e le cause rimangono. Il nostro programma punta molto sulla formazione dei giovani, creando dei corsi che abbiano la finalità di favorire le specializzazioni, visto che oggi si va verso la figura dell’avvocato specializzato. Tra gli altri punti c’è una maggiore trasparenza nell’assegnazione degli incarichi e nella collaborazione e partecipazione verso la base degli iscritti. Vorremmo creare delle figure di riferimento che possano raccogliere le criticità e i malumori quotidiani nell’esercizio della giustizia, riferirli al consiglio e infine trasportarli dinanzi alla magistratura per trovare dei punti d’incontro». (y.g.)