Aziende in crisi, arriva Landini: «Si deve continuare a produrre»

Cepagatti. Il leader del sindacato Cgil all’assemblea del personale Riello davanti al sito che chiuderà «Serve l’impegno del governo. Bisogna creare le condizioni per proseguire, competenze da salvare»
CEPAGATTI. Puntare sulla «continuità produttiva, evitando di disperdere le competenze». E poi «coinvolgere tutti i soggetti» che possono dare un contributo alla soluzione di due vertenze che stanno mantenendo con il fiato sospeso centinaia di famiglie della Brioni e della Riello: territori e vicende diversi ma un unico filo comune, quello del posto di lavoro a rischio. Il segretario della Cgil Maurizio Landini prova ad immaginare il percorso da seguire anche se «la situazione è complessa e non ho soluzioni in tasca», ha detto ieri mattina davanti alla sede della Riello di Cepagatti. Un sito che il gruppo Carrier intende chiudere, mandando a casa 71 lavoratori e trasferendone 19 (addetti alla ricerca e allo sviluppo) in provincia di Verona. Se ne parlerà al tavolo convocato per mercoledì dal ministero dello Sviluppo economico e sempre il ministero tornerà ad occuparsi, il 21, della Brioni, dove erano già stati annunciati 321 esuberi, ad aprile: per 200 di questi lavoratori è stato raggiunto l’accordo per l’uscita incentivata, che si concretizzerà ad ottobre 2022, ma nel frattempo l’azienda ha deciso che a breve fermerà le linee di maglieria e camiceria negli stabilimenti vestini. Produzioni che svaniscono, territori che si impoveriscono di realtà sempre apparse solide.
Davanti ai lavoratori riuniti in assemblea Landini ha sottolineato i limiti della legislazione. «È necessario», ha detto, «che si avvii una discussione per una normativa che impedisca alle multinazionali di delocalizzare tutto dalla sera alla mattina» tanto più che queste grandi realtà «non hanno problemi di soldi». Chi chiude gli stabilimenti, chi lascia, dovrebbe «essere vincolato a fare in modo che questi patrimoni vengano messi a disposizione di altre realtà industriali». Un passaggio fondamentale, questo, per immaginare un futuro fatto di produzione e di lavoro. «La Riello - che non è in crisi ma si sta riorganizzando - dispone di competenze tecniche che ora si rischia di disperdere: ma questo non deve accadere, va garantita la continuità produttiva salvaguardando le competenze», ha ripetuto Landini. Sono queste, per il leader della Cgil, le rivendicazioni da «avanzare alla Riello che deve creare le condizioni affinché ciò avvenga», ha proseguito sottolineando che «bisogna chiedere l’impegno del governo», e non solo, per affrontare queste vertenze.
La Cgil va anche oltre e sollecita, attraverso Landini, «l’impegno di tutti, perché non sia solo una battaglia dei lavoratori» che dal primo settembre hanno fatto il possibile per mantenere alta l’attenzione sulla vertenza, tra scioperi, presidi e anche una trasferta, chiamando in causa le istituzioni e la politica tutta, dal comune di Cepagatti (che ieri era rappresentato dal sindaco Gino Cantò e dall’assessore Camillo Sborgia), fino ai palazzi romani, tra parlamentari e ministri arrivati in Abruzzo per la campagna elettorale, passando per la Regione che ha già convocato un tavolo.
Landini punta sulle risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma va imboccata la strada giusta perché se è vero che «ci sono le risorse da investire» è altrettanto vero che «si rischia di non avere una politica industriale che rafforzi il sistema industriale e che punti sugli investimenti». «Si devono aprire percorsi sul territorio per capire come vengono collocati quei soldi, affinché se reindustrializzi e si sviluppino nuovi posti di lavoro», questo l’auspicio di Luca Ondifero, segretario della Cgil di Pescara. Considerato che dalla Riello non sono arrivati segnali di ripensamento, in queste settimane, e continua a parlare di chiusura, Alessandra Tersigni (Fiom), immagina «un percorso di industrializzazione con nuove imprese». E quindi, se si concretizzeranno gli interessi per il sito di cui si parla da un po’, andrebbe congelata la procedura di licenziamento avviando la cassa integrazione.

