Aziende in crisi: via l’Imu

Il decreto Sostegni bis va in soccorso di chi ha perso il 30% nell’anno del Covid
L’AQUILA. Domani o martedì, a meno di ulteriori slittamenti, il Governo dovrebbe approvare il Decreto Sostegni Bis, il nuovo pacchetto di aiuti per famiglie, lavoratori e imprese colpiti dalle conseguenze della pandemia. Il provvedimento prevede lo stanziamento di 40 miliardi, che andranno ad aggiungersi ai 32 già erogati con il “Decreto Sostegni Uno”, in corso di conversione definitiva in parlamento.
Nella nuova legge troveranno spazio ulteriori fondi per i ristori, strumenti per sostenere il mercato del lavoro e una serie di sconti per Imu, Tari e Tosap, a integrazione di quelli introdotti già nel decreto Sostegni e nella legge di Bilancio.
CAPITOLO IMU. Una delle misure destinate ad avere maggiore impatto è sicuramente quella riguardante il pagamento della prima rata Imu, che va versata entro il 16 giugno. Il Sostengi Bis dovrebbe però contenere uno stop per gli immobili a uso commerciale di cui potranno usufuire le imprese con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro all’anno che abbiano subito un calo di fatturato di almeno il 30 per cento nel 2020 rispetto al 2019.
CHI SARÀ ESENTATO. L'esenzione si applicherebbe ai contribuenti titolari di particolari attività: agricole, artistiche o professionali. Potranno richiedere l’agevolazione quanti nel 2019 non abbiano ottenuto ricavi o compensi superiori ai 10 milioni di euro.
Il fatturato del 2020 - su base mensile - deve aver registrato un calo del 30% rispetto a quello dell'anno precedente.
Uno dei requisiti grazie al quale sarà possibile richiedere l'esenzione è che chi esercita l'attività imprenditoriale sia anche il proprietario dell'immobile. Più che esenzione, sarebbe più corretto parlare di sospensione, perché l’Imu non pagata verrà recuperata dalle amministrazioni comunali nel momento in cui l'emergenza Covid cesserà.
Le aziende che invece non hanno subito alcuna flessione di fatturato o l'hanno subita in misura inferiore rispetto al 30% dovranno pagare l'acconto Imu entro il 16 giugno. Lo stesso discorso vale per le imprese che abbiano un fatturato superiore ai 10 milioni di euro.
Le agevolazioni del Sostegni Bis andranno ad aggiungersi a quelle inserite nella legge di Bilancio 2021, che ha escluso dal versamento gli immobili nei quali si svolgono specifiche attività relative ai settori del turismo, alberghiero e dello spettacolo (dagli stabilimenti balneari agli alberghi, dalle strutture per eventi fieristici alle discoteche).
ALTRE AGEVOLAZIONI. Non è da escludere che altre agevolazioni possano essere anticipate già in sede di conversione del Sostegni Uno, che dovrà concludere l’iter parlamentare entro il 21 maggio 2021.
Nel testo approvato dal Senato è infatti stata confermata la misura che prevede l’esclusione dal versamento della prima rata Imu dei soggetti passivi che rispettano i requisiti per l’accesso ai contributi a fondo perduto.
Il testo specifica che l’esenzione “si applica solo agli immobili nei quali i soggetti passivi esercitano le attività di cui siano anche gestori”.
PRIVATI. Secondo alcune anticipazioni filtrate in questi giorni in seguito alla lettura della bozza del Sostegni Bis, potranno godere di uno sconto del 50% sulla base imponibile per il calcolo dell'Imu anche i pensionati residenti all’estero. La riduzione può essere ottenuta nel caso in cui un contribuente sia residente all'estero e percepisca una pensione in regime di convenzione internazionale.
ALTRI CASI. Sempre per quanto riguarda l’Imu, uno sconto del 50% dovrebbe essere applicato anche agli immobili dichiarati inagibili o inabitabili, a quelli dichiarati di interesse storico e a quelli concessi in comodato d'uso ai parenti in linea retta entro il primo grado che vengono usati come abitazione principale, purché rientranti nelle categorie catastali A1, A8 e A9.
INFINE TARI E TOSAP. Nel Sostegni Bis dovrebbero essere confermate, per tutto il 2021, anche le riduzioni Tari (tassa sui rifiuti) alle attività commerciali chiuse o che hanno ridotto le prestazioni a causa delle misure restrittive anti-Covid e lo stop alla Tosap, la tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche.

