Aziende, sconti fino al 30% sui contributi ai dipendenti

Chi può averlo e fino a quando. Agevolazioni anche per imprese della pesca
L'AQUILA . Le aziende abruzzesi risparmieranno sui contributi per i dipendenti grazie alla "Decontribuzione sud".
La misura agevolativa ha l’obiettivo di salvaguardare l'occupazione nelle aree più svantaggiate dell’Italia, Abruzzo compreso. Riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Basilicata o Calabria, un esonero parziale, pari al 30%, di tutti i contributi previdenziali e assistenziali dovuti ai dipendenti. Ma vediamo esattamente chi può usufruirne e il tetto massimo di contributi detraibili.
LA MISURA. La Decontribuzione sud è un'agevolazione fiscale che ha l’obiettivo di salvaguardare l'occupazione nelle aree più svantaggiate dell’Italia. Riguarda i lavoratori di aziende che hanno sede in alcune regioni del sud, tra cui figura l'Abruzzo.
Consiste in uno sconto sui contributi previdenziali complessivi dovuti dal datore di lavoro ai propri addetti. La misura fiscale, come si legge sul sito dell’Inps, che ha chiarito alcuni aspetti applicativi «riconosce ai datori di lavoro privati, la cui sede di lavoro sia situata in regioni svantaggiate, un esonero del versamento dei contributi del 30% rispetto al totale complessivo, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’Inail».
PROROGA. L’esonero è stato prorogato al 31 dicembre 2029. Nelle istruzioni aggiornate, l’Inps chiarisce che «lo sgravio viene accordato ai lavoratori somministrati, impiegati in un'azienda con sede nelle regioni agevolate del Sud anche se l'agenzia di somministrazione ha sede in altra regione». Può essere richiesto il recupero retroattivo dal 1° ottobre 2020, mentre per il conguaglio c’è tempo fino al 31 dicembre 2021.
Dal mese in corso, «la fruizione della decontribuzione sarà considerata legittima solo quando il lavoratore presti effettivamente la propria attività in una delle regioni che rientrano nella misura». Lo sgravio contributivo, quindi, non è più concesso se il lavoratore dipendente di un’agenzia di somministrazione, con sede legale o operativa nel Mezzogiorno, svolge la prestazione lavorativa in un'azienda collocata in regioni che non rientrano nell’agevolazione.
QUANTO SI RISPARMIA. In Abruzzo le aziende potranno usufruire di sgravi fiscali pari al 30% sul totale dei contributi previdenziali: l'agevolazione riguarda i rapporti di lavoro subordinato, ad eccezione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico.
La misura è stata introdotta dal decreto Agosto, con uno sgravio del 30% per il periodo che va dal primo ottobre al 31 dicembre 2020, ma la legge di Bilancio 2021 ha esteso l’esonero contributivo fino al 31 dicembre 2029. In base alla nuova normativa, la proroga prevede una diminuzione nel tempo del beneficio: resta invariato fino al 2025 e passa dal 30% al 20% e, poi, al 10% tra il 2026 e il 2029.
AIUTI DI STATO. L’Inps ricorda che «la Decontribuzione sud è soggetta alla normativa sugli aiuti di Stato definita dal quadro temporaneo per l'emergenza Covid-19. La Commissione europea considera aiuti di Stato, compatibili con il mercato interno, quelli che rispettino, tra gli altri, i seguenti requisiti: i versamenti, i bonus o gli sgravi fiscali devono essere di importo non superiore a 1 milione 800.000 euro per impresa e al lordo di qualsiasi imposta o altro onere, e non superiore a 270mila euro per azienda operante nel settore della pesca e dell’acquacoltura».
I contributi, inoltre, devono essere concessi a imprese che non fossero già in difficoltà al 31 dicembre 2019, ad eccezione delle micro imprese o piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019, purché non soggette a procedure concorsuali per insolvenza e che non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio o la ristrutturazione».

