Bagno sì, ma dopo le 10.40 E l’Arta attacca la Regione

9 Agosto 2016

Prorogato a stamane il divieto di balneazione tra via Galilei e via Muzii Amicone difende l’Azienda: è colpa di chi non ci mette in condizione di lavorare

PESCARA. Niente bagni fino a questa mattina alle 10.40, nel tratto di mare compreso tra le zone antistanti via Muzii e via Galilei.

La disposizione è arrivata ieri dal Comune, con un’ordinanza che ha prolungato il divieto di 48 ore scattato sabato, dopo la comunicazione dell’Azienda consortile acquedottistica, a Palazzo di città, sul mancato funzionamento di una pompa di sollevamento. Intanto, tra le mille polemiche che stanno accompagnando l’estate sul fronte ambientale, dalla qualità delle acque di balneazione ai sistemi di depurazione, interviene l’Arta, con il direttore Mario Amicone, per ricordare che l’Agenzia «è di tutti e andrebbe tutelata dal proprietario», lanciando così un messaggio chiaro alla Regione che non ha ancora approvato il bilancio. Tra carenza di personale cronica e sistema informatico a rischio collasso, l’Agenzia regionale per la tutela ambientale non se la passa bene, e gli attacchi dell’ultimo periodo hanno avuto l’effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso, per Amicone. Il numero uno dell’Arta si sente perennemente «nell’occhio del ciclone», sempre sotto accusa, ma ora non ci sta più. «Sembra sempre che la colpa sia dei vertici dell’Arta, che però fa solo attività tecnico-scientifica», e invece ci si dovrebbe rivolgere a «chi non ci mette in condizione di lavorare», dice Amicone. «È vero che c’è stato un disguido nella pubblicazione dei dati sulle acque di scarico dei depuratori, ma le analisi erano corrette, i dati ineccepibili. L’errore - che è stato grave e ho chiesto scusa - ha riguardato l’impaginazione e la pubblicazione, per una carenza del nostro sistema informatico».

«L’Agenzia», rimarca il direttore tecnico Giovanni Damiani, «è costretta ad arrangiarsi con un sistema lento, che si inceppa e comporta un lavoro imponente e lungo che potrebbe essere concluso in pochi secondi». Nel tempo non si è mai trovata una soluzione, e se circa dieci anni fa Abruzzo Engineering avrebbe dovuto fornire un software adeguato, «ne ha prodotto uno incompatibile con il sistema dell’Arta. Di recente, poi, la Regione ha dato un nuovo incarico a Abruzzo informatica, ma potrebbero volerci anni». Nel frattempo l’Arta sta facendo da sola ma «il sistema informatico è a rischio di rottura perché è vecchio, e se si romperà resteremo bloccati», annuncia Amicone che si è comunque messo in cerca di possibili soluzioni. Non è facile trovarne perché l'Agenzia ha le mani legate sul fronte delle spese e degli investimenti. «Siamo senza bilancio», dice sempre Amicone, «quello del 2015 è stato approvato dalla Regione solo il 20 settembre scorso, e non possiamo neppure programmare acquisti di materiale di laboratorio, che ogni tanto si ferma, ne’ fare investimenti». C’è poi la questione del personale insufficiente. «Dal 2010», ricorda Amicone, «ci sono stati 40 pensionamenti ma il personale non è mai stato sostituito, neanche con assunzioni a tempo determinato. Chi polemizza con l’Arta si rivolga a chi non ci mette in condizione di lavorare».

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