Balneatori a Roma: prima vittoria «Bloccata la norma più pericolosa»

In piazza anche una cinquantina di pescaresi, durante il confronto della categoria con tre ministri Padovano (Sib): evitato l’emendamento che ci avrebbe distrutto in sei mesi, ma non è ancora finita
PESCARA. «Battaglia vinta, per ora. Siamo riusciti a bloccare l’emendamento ammazza-balneari che sarebbe stata inserita domani nella legge di bilancio. Stiamo disponibili al dialogo, ma resteremo in allerta, pronti a mobilitarci in grande. Se il governo non dovesse mantenere le promesse che ci ha fatto, a gennaio tutti i balneatori d’Italia scenderanno di nuovo in piazza. Nel frattempo faremo ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato. Basta persecuzioni nei nostri confronti».
Esultano Riccardo Padovano, presidente di Sib Confcommercio e Peppino Susi di Fiba Confesercenti, dopo l’incontro, ieri pomeriggio a Roma, con tre ministri, Mariastella Gelmini, Affari regionali e le autonomie; Massimo Garavaglia, Turismo e Giancarlo Giorgetti, Sviluppo economico, seduti intorno ad un tavolo insieme ai rappresentanti di categoria, che hanno organizzato la manifestazione pacifica davanti al dicastero del Turismo con 400 imprenditori del mare giunti da tutta Italia, 50 dall’Abruzzo.
Al fianco dei titolari dei lidi, gli esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e Pd che appoggiano la protesta dei balneatori impegnati a salvare le loro imprese dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha anticipato di 10 anni, dal 2033 al 2023, la scadenza delle concessioni demaniali. I titolari degli stabilimenti balneari hanno meno di due anni di tempo per salvare le aziende, molte storiche e a conduzione familiare, dalla libera concorrenza europea e internazionale. «La manifestazione di oggi che ha visto la presenza di 400 balneari arrivati anche dalla Sardegna e dalla Sicilia, è servita a bloccare la norma che avrebbe distrutto la categoria in sei mesi», spiega Padovano, «perché qualcuno, all’interno del governo, sta remando contro di noi e a favore delle lobby internazionali per arrivare alla liberalizzazione del mercato. Noi non lo permetteremo. I ministri che hanno dialogato con le delegazioni ci hanno promesso che stasera (ieri ndr) riferiranno al premier Draghi e domani (oggi ndr) in Consiglio dei ministri eviteranno il peggio per noi».
La prima trattativa col governo è andata a segno: «La politica deve mobilitarsi e stare al fianco di una categoria che coinvolge 30mila imprese in tutta Italia», 101 solo sul litorale pescarese.
«Oggi», prosegue Padovano «è stata la nostra vittoria. Ma siamo pronti a scendere di nuovo in piazza, tra il 10 e il 12 gennaio, se le cose non dovessero andare per il verso giusto. Nel quartiere romano dell’Eur porteremo i balneatori di tutta Italia per far sentire la loro voce contro l’iniquità di una sentenza che a nostro parere è stata concordata con i palazzi romani. Non ci spieghiamo tanto accanimento nei confronti della categoria». Che, contemporaneamente, ha chiamato a raccolta uno stuolo di legali per «preparare il ricorso in Cassazione contro la sentenza del Consiglio di Stato che ci darà sicuramente ragione» è l’opinione di Padovano che vorrebbe intorno ai tavoli decisionali anche i rappresentanti delle associazioni di consumatori, albergatori, ristoranti, cantieri navali e porti turistici, ovvero le categorie che gestiscono gli spazi demaniali che rischiano di perdere.

