Balneatori, le proposte salva-stabilimenti

I parlamentari all’incontro organizzato dalla Cna per evitare la vendita all’asta delle concessioni
PESCARA. Prorogare oltre la scadenza di fine anno le attuali concessioni balneari, per procedere alla mappatura delle coste italiane e dimostrare l'inutilità di metterle a gara: «Perché una volta fatta», dice il responsabile nazionale di Cna Balneari, Cristiano Tomei, «si dimostrerà all'Ue che non è vero che gli attuali concessionari fanno da blocco a possibili nuovi ingressi, è vero invece che in Italia c'è spazio per tutti, senza espropriare imprese familiari che operano da anni del loro lavoro». È la linea tracciata dai gestori degli stabilimenti balneari - 30mila in Italia, circa 700 in Abruzzo - per rispondere alla scadenza del 31 dicembre 2023 fissata dalla “Direttiva Bolkestein”.
Riuniti ieri mattina in assemblea, nella sede regionale della Cna a Pescara, i gestori di stabilimenti si sono confrontati con quattro parlamentari abruzzesi sostanzialmente d'accordo con la richiesta di mappatura del sistema costiero. Ma se per deputato del Pd Luciano D’Alfonso «i bandi dovranno fotografare una realtà necessaria alle future gare di cui si dovrà capire se saranno nazionali, regionali o territoriali», per Guerino Testa, deputato di Fdi, «occorre una verifica oggettiva del nostro sistema che non può essere appannaggio di pochi gruppi ambientalisti e che deve tutelare gli investimenti di chi opera da anni».
Per Giulio Cesare Sottanelli, deputato di Azione, occorrerà invece «tutelare gli sforzi e i sacrifici prodotti dagli attuali gestori come base delle future gare». Più polemico infine l'intervento di Gabriella Di Girolamo, senatrice del Movimento 5 Stelle: «Troppa speculazione politica sul tema, anche nella recente campagna elettorale, per accaparrarsi il consenso degli operatori: occorre serietà per evitare approcci negativi che possano ipotecare il futuro», ha affermato la pentastellata.
Collegato in videoconferenza è intervenuto nel dibattito, da Firenze, l'avvocato Ettore Nesi. Presenti anche il portavoce Claudio Mille e il presidente di Cna Abruzzo Savino Saraceni. (c.s.)

