Balneatori, tregua fino a lunedì: «Ok i primi impegni, ora i fatti»

11 Marzo 2022

Padovano (Sib Confcommercio): i parlamentari ci hanno assicurato di correggere gli emendamenti La Torre (Fiba Confesercenti): «Stiamo salvando migliaia di imprese da interessi anche nazionali»

PESCARA. «I parlamentari ci hanno promesso di salvare le imprese balneari, ora attendiamo i fatti». I fatti si tradurranno lunedì quando le commissioni Turismo, Commercio e Finanze dovranno inserire nell'emendamento governativo spazza-lidi, le istanze dei 3.500 balneatori di tutta Italia, circa 500 dall’Abruzzo e 150 solo da Pescara, che ieri hanno protestato a Roma, in piazza Santi Apostoli, contro le spiagge all’asta nel 2023. Una folla di balneari, legati alle sigle sindacali Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti, con bandiere, striscioni e slogan, affiancati dai sindaci fasciati di tricolore, ha attraversato le strade della capitale per gridare a gran voce il ripristino della proroga delle concessioni al 2033 e per confermare il no alla sentenza del Consiglio di Stato che ha deciso l’anticipo delle aste di dieci anni. Un muro umano di rabbia e speranza sostenuta dai vertici della Regione, il presidente Marco Marsilio e il presidente del Consiglio, Lorenzo Sospiri, presenti in piazza.
«Il nostro nemico è il Governo Draghi che vuole spazzarci via con una cattiveria unica, ma noi combatteremo fino a quando avremo messo al sicuro le nostre imprese», s’infervora Riccardo Padovano, presidente Sib Confcommercio, che si è detto «soddisfatto» dell'esito della «grande manifestazione che ha visto sfilare sul palco tutto l’arco costituzionale parlamentare, da Gasparri a Fassina, Lollobrigida, Morelli, Mallegni, De Luca, ad eccezione dei 5Stelle, che hanno promesso di correggere, prima che ottenga la fiducia, gli emendamenti al provvedimento governativo che ci vuole cancellare», riferimento al testo del Consiglio dei Ministri del 15 febbraio che ha approvato una proposta emendativa al disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza in materia di concessioni demaniali marittime. «Abbiamo ascoltato l’energia e la voglia di dare una mano alle imprese in questi tempi difficili di guerra e pandemia», prosegue Padovano. «Entro lunedì, e fino a quel momento riuniremo in remoto altre associazioni di categoria, le commissioni dovranno rispondere con i fatti, altrimenti proteste come quella di oggi saranno solo l’inizio. Non è la Bolkestein che ci vuole mandare a casa, ma l’Italia. Ci sono parlamentari che si sono detti contrari alle aste oggi, ma ch anni fa le hanno avallate. Non abbasseremo la guardia fino a quando le promesse non si trasformeranno in atti concreti».
«Abbiamo solo risposto a un attacco», aggiunge Antonio La Torre, Fiba Confesercenti, «siamo stati accusati di pensare alle nostre tasche, mentre soffiano i venti di guerra e la pandemia non è finita. Ma noi stiamo solo salvando migliaia di imprese, il lavoro dei fornitori, arrabbiatissimi perché non hanno più commesse, e le famiglie che hanno fatto investimenti per una vita su stabilimenti su cui ora vogliono mettere le mani le lobby che il Governo intende supportare e difendere a nostro discapito. L’Europa è un alibi, sulla spiaggia ci sono interessi internazionali ma anche nazionali». E prosegue, l'esponente di Fiba: «I parlamentari ci hanno promesso sostegno con la modifica degli emendamenti, perché se il Governo pone la fiducia all'attuale provvedimento, siamo fritti. E abbiamo chiesto una mappatura delle concessioni che ad oggi non esiste, 30mila in Italia è solo un dato fittizio e il ripristino della proroga al 2033». Pierluigi Tucci, titolare del lido Il Moro, a Pescara, parla a nome dei colleghi: «Abbiamo clienti che hanno la prima fila da 40 anni e vogliono sempre la stessa palma. Questa fiducia, questo rapporto familiare con la clientela, verrebbe a mancare se entrassero in gioco altri concessori. Alla nostra categoria non interessano gli indennizzi, ma solo il lavoro e la possibilità di portare avanti i sacrifici di una vita».