Balzo in alto anche delle esportazioni

L’Abruzzo fa segnare un + 12,1%e triplica l’incremento nazionale. Risale l’automotive
L'AQUILA . Deciso miglioramento per l'export abruzzese. Nei primi sei mesi dell'anno, rispetto allo stesso periodo del 2022, le esportazioni sono cresciute del 12,1%, tre volte il dato nazionale. A trainare la crescita è il settore automotive accanto al più consolidato farmaceutico che assorbe più del 50% dei prodotti destinati all'estero. Le rilevazioni diffuse dall'Istat evidenziano, sul piano nazionale, come il Sud abbia fatto la differenza, con una crescita particolarmente rilevante per l'Abruzzo, di 8 punti superiore alla media nazionale.
L'analisi per comparti premia anche alimentari e tessile, agricoltura e trasporti con un solo segno negativo per il settore dei mobili. Ma è l'industria automobilistica, strategica per la regione, a premere sull'acceleratore dopo un periodo di flessione. Nel periodo gennaio-giugno 2023, come evidenziato dall'Istat, la crescita su base annua dell’export in valore (+4,2%) mostra notevoli differenziazioni territoriali: l’aumento delle esportazioni è marcato per il sud (+14%), di poco superiore alla media nazionale per il nord-ovest (+6,6%) e per il centro (+5,3%), più contenuto per il nord-est (+1,7%), mentre per le Isole si rileva una decisa contrazione (-19,6%). Le regioni più dinamiche sull’export sono Campania (+25,5%), Calabria (+20,6%), Marche (+18,2%), Molise (+16,2%), Piemonte (+15,6%) e Abruzzo (+12,1%). Di contro, si segnalano le dinamiche negative di Lazio (-9,4%), Sicilia (-17,2%), Sardegna (-24,3%) e Friuli-Venezia Giulia (-9,7%).
Soddisfacente, come detto, la performance dell'Abruzzo, con una crescita complessiva delle esportazioni pari al 12,1%. Scendendo nei dettagli, il settore dell'agricoltura, silvicoltura e pesca fa registrare un +14%, le attività manifatturiere sono a +12,2%, prodotti alimentari e bevande +14,8%, tessile e abbigliamento +19,8%, farmaceutici e chimici +51,3%, mezzi di trasporto +12%. Una contrazione evidente, con - 11,7%, invece, per il comparto i mobili. La nota Istat relativi all'export segue l'analisi, pubblicata ad agosto, che fa riferimento alla crescita economica nel secondo trimestre 2003. Dopo l’aumento registrato nei tre mesi precedenti, in Italia il prodotto interno lordo (Pil), ha segnato una flessione dello 0,4% con una variazione acquisita, per il 2023, pari a 0,7%. Dal lato dell’offerta, sul piano nazionale segnali negativi provengono dal settore manifatturiero.
A luglio, dopo due mesi di crescita consecutivi, l’indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,7% in termini congiunturali. L’occupazione, per la prima volta nell’anno, a luglio ha segnato una flessione che lascia, comunque, il numero degli occupati a un livello superiore a quello di luglio 2022. Il tasso di disoccupazione è aumentato a fronte della stabilità di quello di inattività. (m.p.)

