Bambino di un mese muore nel sonno

Era nel lettone con i genitori. L’allarme dato dalla madre poche ore dopo la poppata: inutili tutti i tentativi dei medici
PESCARA. Un bambino di un mese è morto ieri notte, probabilmente per un rigurgito, o vittima della sindrome della “morte in culla”, mentre era nel lettone con la mamma e il papà, disteso a pancia in su.
È successo nella frazione a Spoltore, in via Santa Lucia, nell’abitazione dove A.P., ultimo di quattro figli, era arrivato come un Gesù Bambino lo scorso 20 dicembre. Sanissimo, bello, era nato all’ospedale di Pescara.
E all’ospedale l’hanno riportato ieri mattina, poco prima delle 5, i sanitari del 118 che con il cuore in gola hanno fatto di tutto per provare a rianimarlo prima ancora di portarlo d’urgenza al pronto soccorso, dove il bambino è arrivato quando i parametri vitali erano già assenti. E anche lì, pur di non arrendersi all’idea di perdere quella creatura, i medici dell’ospedale per 50 minuti le hanno provate tutte per interrompere quell’incubo che oggi è difficile anche da raccontare. Ma non è bastato, no. Non ce l’hanno fatta.
A chiamare aiuto, alle 4,40, erano stati i genitori del piccolo. Secondo una prima ricostruzione, dopo la poppata dell’una, la mamma si era messa il bambino vicino, nel lettone con il marito, e con il figlio accanto si era riaddormentata. Il dramma si è scatenato di lì a tre ore quando la stessa mamma, evidentemente abituata a svegliarsi per le frequenti poppate notturne che un lattante richiede, non sentendolo come al solito ha aperto gli occhi, l’ha scrutato per capire se il figlio avesse di nuovo fame. E in quei lievi movimenti durati il tempo di una carezza la donna ha capito immediatamente che c’era qualcosa che non andava. Istintivamente ha sollevato il bambino, l’ha scosso, e a quel punto, mentre il figlio non rispondeva ad alcuno stimolo e il mondo le crollava addosso, con l’aiuto del marito ha chiamato il 118: «Venite, fate presto, mio figlio non respira». Il seguito, purtroppo, è stato già detto.
Come è d’uso in questi casi, i medici del pronto soccorso hanno richiesto l’autopsia per avere un riscontro sulla diagnosi e chiarire perché è morto il piccolo, sebbene potrebbe disporla lo stesso magistrato messo al corrente ieri dalle forze dell’ordine.
L’ipotesi più accreditata, stando ai primi elementi raccolti dai medici, è che il piccolo sia stato soffocato da un rigurgito, ma non è escluso che possa essere stato vittima della cosiddetta “morte in culla”, una morte improvvisa che coglie i neonati in seguito a un’improvvisa aritmia cardiaca.
Comunque sarà, resta lo strazio. Infinito.
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